Era il 20 gennaio 1842 quando occorse un prodigio che è rimasto nella storia della Chiesa. Ecco che cosa è successo
Ci sono miracoli che restano impressi per sempre nella memoria, e che ci mostrano ancor di più la grandezza di Dio. È il caso di quanto occorse il 20 gennaio 1842, a Roma. Si narra che Alphonse Charles Tobies Ratisbonne, giovane banchiere ebreo alsaziano, all’epoca 28enne, si mise in viaggio per Costantinopoli per ragioni legate alla sua salute.
Il giovane era prossimo alle nozze con una giovane di nome Flora. Durante il viaggio, alcune importanti famiglie ebraiche (tra cui i Rothschild) lo invitarono a fermarsi a Roma. Tra gli ospiti, Alphonse ritrovò l’amico Gustave de Buissières. Il fratello di Gustave, Theodore, era un convertito al cattolicesimo, a differenza di Alphonse, che era profondamente ostile a tale dottrina. Ratisbonne credeva che il cristianesimo fosse mera superstizione, qualcosa di irrazionale.
La sfida spirituale e il miracolo che cambiò tutto
Ma, si sa, le Vie del Signore sono Infinite, e si possono fare piani di qualunque genere: solo Lui sa cosa è meglio per ognuno di noi.

Qualche giorno prima di andar via da Roma per proseguire nel suo viaggio, Alphonse ricevette una “sfida” da parte di Theodore. Quest’ultimo gli chiese di indossare una Medaglia Miracolosa e dire due volte al giorno la prece del Memorare di San Bernando di Chiaravalle.
Ratisbonne accetta la sfida, non credendo minimamente a ciò che stava per fare, e decise che, tornato in Alsazia, in Francia, avrebbe regalato la medaglia alla sua futura consorte.
Il 20 gennaio 1842, tuttavia, avvenne l’inaspettato. Entrando con l’amico barone nella Basilica di Sant’Andrea delle Fratte, Alphonse, che vi si recò per mera curiosità artistica, ebbe una visione. Di fronte alla cappella di San Michele Arcangelo, accadde qualcosa di incredibile: egli vide una sfera di luce accecante, e in questo bagliore fortissimo apparve la Beata Vergine Maria, proprio uguale all’immagine della Medaglia Miracolosa.
Fu un’esperienza davvero travolgente. Nonostante Maria non gli disse nulla, Alphonse sentì, a livello interiore che la fede è verità, il significato dei dogmi, la misericordia di Dio. Prese inoltre coscienza dei suoi peccati e dell’importanza della salvezza che Gesù, con il suo sacrificio, ha offerto a ognuno di noi.
In quell’istante la stessa identità di Ratisbonne cambiò per sempre, e alla fine dell’apparizione scoppiò in lacrime e baciò la Medaglia Miracolosa. L’uomo chiese di vedere un sacerdote. A seguito del miracolo, Alphonse lasciò la fidanzata e si fece battezzare il 31 gennaio 1842. Entrò nei Gesuiti e divenne sacerdote nel 1848. Ratisbonne collaborò con le Religiose di Nostra Signora di Sion, per far riconciliare ebrei e cristiani e fece realizzare una sede dell’Istituto a Gerusalemme. Morì il 6 maggio 1884 ad Ain Karim.