La sera del 21 marzo, le scalinate del Parlamento finlandese a Helsinki si sono illuminate di 8.645 candele, in ricordo degli aborti praticati in Finlandia nel 2024. Questo gesto, parte di una veglia pubblica organizzata dal gruppo pro-vita Oikeus elämään ry, ha avuto lo scopo di sensibilizzare la società finlandese sull’ampiezza della tragedia dell’aborto.
Un segno di memoria e di riflessione
La veglia, chiamata “Muistamme” (“In ricordo”), ha visto la partecipazione di circa 100 persone, invitate per il loro legame personale con la perdita di bambini attraverso l’aborto. Gli organizzatori hanno anche invitato il pubblico a unirsi a loro, accendendo una candela in segno di ricordo. Dopo l’accensione, i partecipanti hanno osservato un minuto di silenzio, mentre le candele sono rimaste accese tutta la notte, a testimoniare una luce che ha continuato a brillare nel cuore di Helsinki.
Un evento che scuote le coscienze
Il gesto non era solo una commemorazione: l’evento ha voluto scuotere le coscienze e far riflettere sull’entità del fenomeno. Come ha sottolineato Kirsi Morgan-MacKay, presidente della Right to Life Association della Finlandia, la veglia ha avuto l’obiettivo di far fermare le persone a riflettere sulla realtà dolorosa dell’aborto, e sul numero di vite spezzate ogni anno. Un altro aspetto centrale è stato il riconoscimento del dolore spesso inespresso di donne e famiglie che vivono l’esperienza dell’aborto.
Unione tra le confessioni cristiane
Significativa è stata anche la presenza di rappresentanti delle diverse confessioni cristiane, un segno che la difesa della vita va oltre le differenze religiose. A dimostrazione di questa unione, si è tenuto un incontro di preghiera presso la Chiesa di Lutero di Helsinki, dove clero cattolico, luterano e presbiteriano ha pregato insieme. Il vicario generale della diocesi di Helsinki, Jean Claude Kabeza, ha partecipato portando i saluti del vescovo Raimo Goyarrola.
L’isolamento delle donne in gravidanza di crisi
Nonostante la Finlandia sia nota per il suo sistema di assistenza sociale avanzato, Morgan-MacKay ha sottolineato che molte donne che affrontano una gravidanza di crisi si trovano ancora isolate e prive di sostegno. La solitudine è un tema ricorrente, anche all’interno delle stesse famiglie, dove il sostegno spesso non arriva. Inoltre, in una società che ha normalizzato l’aborto come una “procedura” medica, le donne che si trovano in difficoltà con una gravidanza indesiderata non sempre ricevono un consiglio ponderato, ma sono spesso orientate verso l’aborto come soluzione “facile”.

La questione dell’aborto in Finlandia
L’accessibilità crescente dell’aborto medico in Finlandia è un altro tema discusso durante la veglia. Morgan-MacKay ha evidenziato che in molti casi le donne sono sottoposte a decisioni affrettate, senza una consulenza adeguata che possa permettere loro di riflettere su tutte le opzioni. In questo contesto, il movimento pro-vita finlandese, seppur ancora minoritario, sta cercando di sensibilizzare sempre più persone sulla realtà dell’aborto, proponendo un’alternativa basata sul sostegno concreto e sulle possibilità di scelte diverse.
La prospettiva di un vescovo sull’aborto
Un contributo importante alla riflessione sul tema è stato dato anche dal vescovo Goyarrola, che ha espresso la sua speranza che la Finlandia diventi sempre più ricettiva ai valori pro-vita. Con un background medico, avendo lavorato come medico prima di entrare nel sacerdozio, Goyarrola ha sottolineato la necessità di una visione più profonda e umana riguardo alla vita non ancora nata, invitando la società finlandese a considerare non solo la “facilità” dell’aborto, ma anche il valore della vita in ogni sua fase.
Un futuro di speranza per la cultura della vita
L’evento di Helsinki non è stato solo una veglia di preghiera, ma anche un segno di speranza che, pur tra le difficoltà, ci sia una crescente consapevolezza delle implicazioni personali e sociali dell’aborto, e che la Finlandia possa un giorno abbracciare più pienamente la cultura della vita.