Gerusalemme, la Madonna profanata con sputi durante la Marcia delle Bandiere

La città vecchia di Gerusalemme torna al centro delle tensioni religiose. Durante la Marcia delle Bandiere, un gesto di intolleranza contro un simbolo cristiano mostra come la convivenza tra comunità rimanga fragile e il clima sempre più ostile per i cristiani locali La città vecchia di Gerusalemme torna al centro delle tensioni religiose. Durante la Marcia delle Bandiere, un gesto di intolleranza contro un simbolo cristiano mostra come la convivenza tra comunità rimanga fragile e il clima sempre più ostile per i cristiani locali
Marcia delle bandiere a Gerusalemme
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La città vecchia di Gerusalemme torna al centro delle tensioni religiose. Durante la Marcia delle Bandiere, un gesto di intolleranza contro un simbolo cristiano mostra come la convivenza tra comunità rimanga fragile e il clima sempre più ostile per i cristiani locali.

La Marcia delle Bandiere e l’atto contro la Vergine

Venerdì, tra le strade antiche di Gerusalemme, un partecipante alla Marcia delle Bandiere ha sputato su una statua della Vergine Maria. La scena è stata ripresa e condivisa sui social da Wadie Abunassar, coordinatore del Forum dei cristiani di Terra Santa. Il video mostra giovani ebrei nazionalisti rivolgere il gesto contro la statua vicino alla New Gate, nella Città Vecchia. L’episodio non è isolato: cade in un contesto già segnato da tensioni tra comunità e da una crescente ostilità verso simboli cristiani.

Vandalismi e aggressioni durante la sfilata

La marcia ha visto la partecipazione di gruppi di ebrei nazionalisti religiosi che hanno attraversato anche il quartiere musulmano, dando luogo a atti di vandalismo e aggressioni ai residenti e ai loro negozi. Molti esercenti avevano chiuso per precauzione. Gli slogan intonati includevano inviti alla violenza contro la popolazione araba. Attivisti per la pace, membri del movimento ebraico-palestinese ‘Standing Together’, hanno cercato di proteggere i civili, distribuendosi lungo il percorso. Alcuni di loro sono stati aggrediti o respinti, anche dalla polizia, che ha effettuato arresti e imposto limitazioni all’accesso in alcune zone.

Venerdì, tra le strade antiche di Gerusalemme, un partecipante alla Marcia delle Bandiere ha sputato su una statua della Vergine Maria.
Ebreo nazionalista sputa sulla statua della Beata Vergine Maria a Gerusalemme

Un clima di intolleranza crescente

Negli ultimi mesi gli episodi contro simboli e persone cristiane sono aumentati. Sacerdoti e religiosi sono stati bersaglio di sputi, aggressioni verbali e fisiche, soprattutto nei quartieri della Città Vecchia. Anche oltre i confini israeliani, in Libano, crocifissi e statue della Madonna sono stati vandalizzati, segnando una crescente ostilità verso la presenza cristiana nella regione.

La preoccupazione dei leader religiosi

L’abate benedettino della basilica della Dormizione sul monte Sion, dom Nikodemus Schnabel, ha recentemente sottolineato come gli attacchi avvengano ormai alla luce del giorno. Ricorda episodi passati in cui era stato aggredito di notte e senza testimoni: oggi, dice, tutto accade in pubblico. L’abate interpreta questi gesti come un punto di svolta nell’atteggiamento delle istituzioni, con una radicalizzazione che sembra trovare spazio anche tra le fila del governo attuale.

Realtà quotidiana per i cristiani

Chi vive a Gerusalemme sa che la presenza cristiana può diventare fragile. Ogni gesto di intolleranza lascia tracce concrete: negozi chiusi, paura nei quartieri, la necessità di vigilare sulla propria sicurezza. Gli episodi avvenuti non restano parole o video sui social: influenzano la vita quotidiana, ricordano quanto la convivenza sia delicata e quanto la tutela dei simboli religiosi richieda attenzione costante.