Damian Sylwestrzak non nasconde la sua fede nemmeno sul campo di calcio. Tra fischi e tensioni, porta con sé l’immagine della Divina Misericordia e affida ogni partita a Dio, trasformando gesti semplici in una testimonianza concreta di vita cristiana.
La fede al centro del gioco
Appena esce dallo spogliatoio, Damian fa una piccola pausa per pregare. Porta sempre con sé l’immagine della Divina Misericordia con la scritta “Gesù, confido in Te”. Al primo fischio, fa il segno della croce, affidando la partita a Dio e ringraziando per la passione che lo ha guidato fino a diventare arbitro internazionale FIFA. Anche quando gli è stato chiesto di smettere, ha sempre continuato, senza esitazione.
Dalla teologia al fischietto
Fin da giovane Sylwestrzak si è sentito attratto dalla teologia. Ha studiato alla Pontificia Facoltà di Teologia e lì ha incontrato sua moglie. Ha considerato di insegnare religione, ma la strada dell’arbitraggio ha prevalso. Ancora oggi ricorda con affetto gli anni in cui serviva all’altare come chierichetto, affascinato dalla liturgia e dal servizio. Quei gesti, anche piccoli, hanno segnato la sua vita e la sua scelta di mettere Dio al centro di ogni azione.

Piccoli gesti, grande testimonianza
Sul campo, la fede si manifesta attraverso segni visibili: il segno della croce, la preghiera prima di ogni partita. Ma Damian sottolinea che la vera testimonianza avviene in famiglia. Con i tre figli, mantiene pratiche semplici: pregano insieme prima di dormire, fanno il segno della croce prima dei pasti, e passano davanti a una chiesa con attenzione e rispetto. Ogni gesto diventa occasione per trasmettere valori concreti e radicati nella vita quotidiana.
Sostegno nei momenti difficili
Dopo partite complicate o momenti di polemica, la famiglia diventa un rifugio, un modo per ritrovare equilibrio. La fede, spiega, dà pace nei momenti di paura e incertezza, offrendo una bussola anche quando le decisioni vanno controcorrente rispetto al mondo che lo circonda. Per lui, Dio resta la speranza di ciò che viene dopo la vita terrena, e la preghiera un modo per affrontare la quotidianità con serenità.
La vita come testimone
Per Sylwestrzak la fede non è solo un rito da mostrare, ma un modo di vivere. Sul campo come a casa, ogni azione è affidata a Dio. Gli arbitri, spiega, possono testimoniare la propria fede attraverso gesti concreti, ma il vero insegnamento resta dentro la famiglia. La vita diventa così un percorso in cui la preghiera, il servizio e l’attenzione agli altri non sono occasionali, ma parte integrante di ogni giornata.