Il messaggio di Papa Leone XIV ai cresimandi

Circa 600 ragazzi dell’Arcidiocesi di Genova hanno incontrato il Papa nell’Aula delle Benedizioni Circa 600 ragazzi dell’Arcidiocesi di Genova hanno incontrato il Papa nell’Aula delle Benedizioni
Papa Leone XIV incontra i cresimandi
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Circa 600 ragazzi dell’Arcidiocesi di Genova hanno incontrato il Papa nell’Aula delle Benedizioni. Un saluto a braccio che ha parlato di coraggio, amicizia e perseveranza, mentre i cresimandi si preparano a ricevere il Sacramento della Confermazione.

Benvenuti a Roma

Le parrocchie del territorio ligure erano tutte presenti, con i ragazzi accolti dal Pontefice con parole semplici e dirette: “Dove sono? Siete qua? Bravi! Benvenuti!” Tra i gruppi, il Papa ha citato in particolare la comunità di Manesseno, piccolo centro vicino a Genova. L’incontro ha avuto il sapore di un abbraccio, non solo liturgico ma anche personale. Il Papa ha ricordato che ricevere la Cresima non è solo un momento di festa, ma l’inizio di un percorso che richiede attenzione, costanza e disponibilità a seguire Gesù.

Dire “sì” con coraggio

Celebrare le Cresime significa trasmettere il dono dello Spirito Santo, che dona forza e entusiasmo. Leone XIV ha sottolineato quanto sia importante dire “sì” al Signore sempre, anche quando il mondo sembra portare lontano dalla fede. Il Papa ha collegato il Sacramento alla missione quotidiana: la presenza dello Spirito Santo non si limita alla cerimonia, ma accompagna ogni passo, ogni scelta, ogni amicizia che i ragazzi costruiscono nella vita di tutti i giorni.

Alcuni ragazzi, dopo aver ricevuto il Sacramento, si allontanano dalla parrocchia. Il Papa ha invitato a non lasciarsi trasportare dalla superficialità delle emozioni del momento, ma a continuare a essere discepoli fedeli
Papa Leone XIV mentre parla ai cresimandi

Essere inviati

Il Pontefice ha ricordato che, come i primi discepoli a Pentecoste, i cresimandi diventano partecipi della missione di evangelizzazione. Non si tratta di un gesto isolato: lo Spirito Santo spinge a portare la testimonianza nelle famiglie, tra gli amici e nelle comunità. Ogni ragazzo, ha detto il Papa, ha un ruolo concreto: essere un segno della presenza di Gesù nella vita di chi lo circonda.

La sfida della perseveranza

Dietro la gioia della Cresima si nasconde una sfida reale. Alcuni ragazzi, dopo aver ricevuto il Sacramento, si allontanano dalla parrocchia. Il Papa ha invitato a non lasciarsi trasportare dalla superficialità delle emozioni del momento, ma a continuare a essere discepoli fedeli, a coltivare amicizie e rapporti che sostengono la fede. La perseveranza è uno dei doni dello Spirito Santo più preziosi. Vivere la fede insieme agli altri aiuta a non fermarsi, a mantenere viva la presenza di Gesù nelle giornate comuni.

Comunità e cammino quotidiano

Il Papa ha richiamato i cresimandi a continuare a partecipare alla vita parrocchiale, a restare vicini ai sacerdoti e ai catechisti, a sostenersi reciprocamente nella preghiera e nell’azione. La gioia di venire a Roma deve tradursi in un impegno concreto, in amicizie che diventano strumenti di missione.

Essere amici e missionari di Gesù significa vivere la fede passo dopo passo, non solo nei grandi momenti, ma nelle giornate di scuola, nelle attività con la famiglia e tra coetanei.