A Medjugorje il Corpus Domini è ancora il giovedì: storia e significato della festa

Processione eucaristica del Corpus Domini con ostensorio portato dal sacerdote sotto baldacchino tra fedeli in una via del paese Processione eucaristica del Corpus Domini con ostensorio portato dal sacerdote sotto baldacchino tra fedeli in una via del paese
Processione del Corpus Domini a Medjugorje
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Il Corpus Domini quest’anno cade il 4 giugno, giovedì, ma in Italia si celebra domenica 7. Una solennità nata nel XIII secolo che ancora oggi riempie le strade di fedeli e processioni.

Il 4 giugno 2026 è il giorno liturgico proprio del Corpus Domini — il giovedì dopo la Santissima Trinità, sessanta giorni esatti dopo Pasqua. In Italia, però, la gran parte delle diocesi celebra domenica 7 giugno, data in cui si concentrano messe solenni e processioni eucaristiche in tutto il Paese. Non è una scelta recente: dal 1977, quando una legge civile tolse valore festivo alla ricorrenza, la celebrazione è stata sistematicamente spostata alla domenica per permettere una partecipazione più ampia. Alcune realtà fanno eccezione: Milano, per esempio, mantiene obbligatoriamente il giovedì, come prevede il rito ambrosiano.

Le origini: da Liegi a tutta la Chiesa

La storia di questa solennità parte da lontano, da una monaca agostiniana belga, Santa Giuliana di Cornillon, che nel 1208 riferì di una visione in cui Cristo stesso le chiedeva di promuovere una festa dedicata al Santissimo Sacramento. Ci vollero decenni prima che la richiesta diventasse realtà: solo nel 1246 il vescovo di Liegi convocò un concilio e ordinò la celebrazione nella sua diocesi. La svolta arrivò con il miracolo eucaristico di Bolsena nel 1263, quando un sacerdote in dubbio vide sgorgare gocce di sangue dall’ostia consacrata. L’anno successivo, nel 1264, Papa Urbano IV estese la festa a tutta la Chiesa cattolica con la bolla Transiturus, fissandola al giovedì dopo la prima domenica dopo la Pentecoste.

Tommaso d’Aquino e il Pange Lingua

Per comporre i testi liturgici della nuova solennità, Urbano IV si rivolse al più grande teologo del suo tempo: San Tommaso d’Aquino, che insegnava nello studium di Orvieto. L’Aquinate scrisse l’officio della Messa del Corpus et Sanguis Domini e gli inni ancora oggi cantati nelle processioni: il Pange Lingua e il Tantum Ergo. La tradizione vuole che, dopo aver letto i testi del Dottore Angelico, Cristo stesso — attraverso il Crocifisso ligneo di San Domenico a Orvieto, conservato ancora oggi — gli abbia detto: “Bene scripsisti de me, Thoma”. Una frase che i fedeli di quella città ricordano bene.

Infiorata di petali lungo il percorso della processione del Corpus Domini in una piazza italiana
Petali lungo il percorso della processione del Corpus Domini

La processione: Cristo che cammina per le strade

Il cuore del Corpus Domini è la processione eucaristica. Dopo la messa solenne, il sacerdote — o il vescovo — porta l’ostia consacrata nell’ostensorio, spesso sotto un baldacchino sorretto da più persone, attraverso le vie del paese o della città. Ministranti, confraternite, religiosi e fedeli seguono il corteo. In molte località italiane e spagnole, le strade vengono coperte di tappeti di petali di fiori, le cosiddette infiorate. A Roma la processione tradizionale percorre il tratto tra San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore — quest’anno presieduta dal cardinale vicario Baldo Reina. A Medjugorje, il Corpus Domini si celebra di giovedì, come prevede la tradizione, e la partecipazione è comunque elevata: dopo la messa delle ore 19, il Santissimo Sacramento esce dalla chiesa e percorre le strade del luogo di pellegrinaggio, con Cristo che — secondo la bella immagine usata da chi segue quei momenti da anni — si fa pellegrino tra il suo popolo.

Giovedì o domenica: un dibattito ancora aperto

Lo spostamento alla domenica non è universale. In Germania, Austria, Polonia, Spagna e Brasile il Corpus Domini è ancora festività civile e si celebra al giovedì. In Italia il dibattito non è mai del tutto sopito: è stato persino presentato un disegno di legge per il ripristino della festività civile, rimasto senza seguito. Nel frattempo, la scelta pratica della domenica ha avuto almeno un effetto positivo: le processioni nei piccoli paesi, dove il traffico non è un problema e la comunità è più raccolta, riescono spesso a conservare un’atmosfera che le grandi città faticano a mantenere. Lo stesso arcivescovo di Milano, quest’anno, ha deciso di tenere la processione diocesana all’interno del Duomo, per evitare che il rito si perda nel caos del traffico e dell’overtourism. Nei paesi, invece, quella sera di giugno con il Santissimo Sacramento per le strade è ancora una cosa seria

Diretta Streaming

la processione con il Santissimo Sacramento per le vie di Medjugorje potrà essere seguita in diretta streaming sul canale YouTube  e Facebook di Medjugorje.it