Papa Leone: oltre un’ora di colloquio con le vittime di abusi in Spagna

Papa Leone XIV ha incontrato sei vittime di abusi nella nunziatura apostolica di Madrid: oltre un'ora di ascolto, una promessa e proposte concrete per rendere la Chiesa luogo sicuro. Papa Leone XIV ha incontrato sei vittime di abusi nella nunziatura apostolica di Madrid: oltre un'ora di ascolto, una promessa e proposte concrete per rendere la Chiesa luogo sicuro.
Il Papa incontra vittime di abusi a Madrid
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Papa Leone XIV ha incontrato sei vittime di abusi nella nunziatura apostolica di Madrid: oltre un’ora di ascolto, una promessa e proposte concrete per rendere la Chiesa luogo sicuro.

L’incontro era pianificato da mesi, voluto dallo stesso Papa Leone XIV fin dall’inizio dell’organizzazione del viaggio in Spagna. A riferirlo è una fonte vaticana al quotidiano La Razón. Nella sede della nunziatura apostolica di Madrid, il Pontefice si è intrattenuto per oltre un’ora con sei persone seguite dal progetto Repara, lanciato dall’arcidiocesi di Madrid. Il progetto offre assistenza psicologica, accompagnamento spirituale e consulenza legale a chi ha subìto abusi, anche al di fuori dell’ambito ecclesiale. Nomi e storie dei presenti non sono stati resi noti, per tutelare la privacy di chi porta già ferite profonde.

Un incontro di ascolto, non di immagine

Gli operatori del progetto Repara hanno spiegato con chiarezza la natura dell’incontro: «Le vittime sono terra sacra e in nessun caso possono essere esposte. Non si tratta di un incontro segreto per motivi di garanzia per la Chiesa, ma di evitare che possano essere ancora strumentalizzate». Il Papa, hanno aggiunto, «non viene a farsi una foto e a distribuirla, viene ad ascoltare, ad accogliere, ad abbracciare il loro dolore, per quanto possibile, a consolare e a cercare le misure adatte, per quanto è nelle sue possibilità, per riparare».

Le proposte delle vittime al Pontefice

Il comunicato ufficiale del Vaticano parla esplicitamente di proposte concrete. Ciascuno dei presenti, a partire dalla propria vicenda personale, ha offerto al Papa alcune indicazioni per rendere più efficace la risposta della Chiesa a casi così gravi. Leone XIV ha ascoltato con attenzione e ha assicurato la sua vicinanza e quella della comunità ecclesiale. Si è impegnato affinché quelle proposte diventino «un fondamento per ulteriori sforzi», e la Chiesa possa essere un luogo sicuro e spiritualmente sano, dove le ferite trovino conforto e guarigione.

«Non si possono ascoltare tutte le vittime», aveva detto, ma il suo impegno è quello di continuare a combattere il fenomeno e a cercare soluzioni per ridurre il trauma
Papa Leone a Madrid

Le associazioni escluse e le loro proteste

All’esterno della nunziatura la giornata non è trascorsa senza tensioni. Alcune associazioni di vittime, tra cui Infancia Robada e Mans Petites, hanno protestato per la propria esclusione dall’incontro, accusando la Chiesa di aver scelto «vittime addomesticate». Una polemica che fotografa quanto sia ancora frammentato il rapporto tra la gerarchia ecclesiale e il mondo delle vittime organizzate in Spagna.

Una ferita ancora aperta, parole dello stesso Leone XIV

Lo stesso Papa Leone XIV aveva anticipato questo punto già all’inizio del viaggio: «Non si possono ascoltare tutte le vittime», aveva detto, ma il suo impegno è quello di continuare a combattere il fenomeno e a cercare soluzioni per ridurre il trauma. In Spagna, ha riconosciuto, quella degli abusi nella Chiesa rimane «una ferita ancora aperta». Parole che non chiudono una questione, ma che ne riconoscono apertamente il peso. E che, per molte delle persone che hanno vissuto queste storie, contano più di qualsiasi dichiarazione formale.