A Medjugorje quasi 300 sacerdoti in ritiro spirituale

Da lunedì 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, Medjugorje ospita il 29° ritiro spirituale internazionale per sacerdoti, in programma fino a venerdì 3 luglio Da lunedì 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, Medjugorje ospita il 29° ritiro spirituale internazionale per sacerdoti, in programma fino a venerdì 3 luglio
Sacerdoti all'altare esterno della chiesa di San Giacomo
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A Medjugorje è iniziat0 il 29° rinnovamento spirituale: quasi 300 sacerdoti da 38 Paesi pregano insieme fino al 3 luglio sul tema Ad fontem.

Da lunedì 29 giugno, festa dei santi Pietro e Paolo, Medjugorje ospita il 29° ritiro spirituale internazionale per sacerdoti, in programma fino a venerdì 3 luglio. Il ritiro spirituale è cominciato con l’iscrizione dei partecipanti e con la veglia di preghiera serale nella chiesa di San Giacomo. Il tema scelto per quest’anno, comune a tutti i raduni spirituali in corso a Medjugorje, è Ad fontem! Alla fonte! Nella scuola di Maria. A guidare le meditazioni è fra Ante Vučković, che il primo giorno ha presieduto la Messa all’altare esterno della parrocchia, concelebrata da 288 sacerdoti giunti da ogni parte del mondo. Per un’intera settimana, la cittadina erzegovese diventa così punto d’incontro per il clero internazionale, riunito in preghiera, ascolto e condivisione attorno alla figura di Maria.

L’omelia di fra Ante Vučković su Pietro e Paolo

Nella sua omelia, fra Ante Vučković si è soffermato sulla figura dei due apostoli, definiti “due giganti” della fede, chiedendosi chi siamo davvero noi uomini. La risposta, ha detto, è che siamo ciò che siamo nel cuore del Creatore. Il predicatore ha invitato i presenti a portare questo annuncio a un’umanità “resa folle dalle informazioni”, convinta di poter diventare qualunque cosa voglia. Solo questo messaggio, ha aggiunto, può davvero salvare l’uomo, ed è compito dei sacerdoti diffonderlo con la stessa mitezza e chiarezza che furono proprie di Pietro e Paolo.

Sacerdoti da 38 Paesi diversi nel mondo

Il coordinatore del ritiro spirituale è il parroco di Medjugorje, fra Zvonimir Pavičić. Al ritiro partecipano circa 300 sacerdoti provenienti da 38 nazioni: tra queste Malawi, Zimbabwe, Nigeria, Pakistan, Stati Uniti, India, Romania, Inghilterra, Filippine, Italia, Camerun, Brasile, Angola, Congo, Tanzania, oltre a diversi Paesi europei come Slovenia, Serbia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Spagna, Polonia, Francia, Germania e Austria. Presenti anche sacerdoti da Messico, Ecuador, Colombia, Perù, Lituania, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Benin, Belgio, Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Ucraina e Venezuela.

A Medjugorje è iniziat0 il 29° rinnovamento spirituale: quasi 300 sacerdoti da 38 Paesi pregano insieme fino al 3 luglio sul tema Ad fontem.
Fra Ante Vučković, Medjugorje

Messa, rosario e adorazione ogni giorno

Oltre alle catechesi di fra Ante Vučković, i sacerdoti partecipano quotidianamente alla Santa Messa, alla recita del rosario e all’adorazione eucaristica davanti al Santissimo Sacramento. Nei giorni del ritiro è prevista anche la Via Crucis sul monte Križevac, durante la quale i partecipanti avranno l’occasione di confessarsi. L’ultimo giorno, venerdì 3 luglio, il gruppo visiterà la tomba di fra Slavko Barbarić, storica figura della parrocchia, che per anni ha accompagnato pellegrini e sacerdoti in cammino spirituale a Medjugorje. Le giornate del ritiro alternano momenti comunitari e silenzio personale, lasciando spazio sia alla preghiera condivisa sia alla riflessione individuale di ciascun partecipante.

L’ospitalità delle famiglie della parrocchia

Come accade ogni anno, sono le famiglie della parrocchia di Medjugorje a offrire gratuitamente vitto e alloggio a tutti i sacerdoti durante l’intera settimana di ritiro. Un gesto di accoglienza che si ripete da anni e che permette al ritiro di radunare ogni volta sacerdoti da decine di Paesi diversi, senza che la distanza rappresenti un ostacolo. La comunità locale resta così parte attiva di un appuntamento che scandisce ogni estate la vita spirituale della cittadina dell’Erzegovina, confermando il legame stretto tra i parrocchiani e il clero ospitato durante il ritiro spirituale.