A Medjugorje un sacerdote racconta il miracolo eucaristico: il volto di Cristo apparso nell’ostia durante la Santa Messa del 2012.
A Vionica, pochi chilometri da Medjugorje, nella cappella dell’opera fondata da Suor Josipa, è custodita una testimonianza che continua ad accompagnare pellegrini e fedeli. Racconta un miracolo eucaristico avvenuto nel maggio 2012, durante una Santa Messa celebrata da Don Salvatore Danilo D’Alessandro. Il sacerdote stava compiendo i riti dell’Offertorio quando, osservando la particola tra le mani, ha notato qualcosa di insolito: un’immagine che prendeva forma sull’ostia bianca, come se una mano invisibile la stesse tracciando. All’inizio ha pensato a un problema di vista o a una suggestione, ma il fenomeno non è svanito. Quello che è accaduto nei minuti successivi, davanti al gruppo di pellegrini presenti, ha lasciato un segno profondo nella sua vita sacerdotale.
L’inizio del fenomeno durante l’Offertorio
Don Danilo racconta di aver preso in mano la patena, come da rito, quando durante l’Offertorio ha visto formarsi qualcosa sulla particola grande usata per la celebrazione. Ha provato a distogliere lo sguardo, pensando a un’illusione ottica, ma l’immagine si è delineata sempre più chiaramente. Il sacerdote descrive un disegno che compariva come se una matita invisibile stesse scrivendo sull’ostia, un dettaglio che ha reso l’episodio ancora più sorprendente per lui e per chi si trovava con lui durante la funzione.
Il volto che appare nell’ostia consacrata
Il momento decisivo di questo miracolo eucaristico arriva alla consacrazione, quando Don Danilo compie l’ostensione della particola davanti all’assemblea. In trasparenza si vede un volto con la barba e i capelli lunghi, diverso da quello impresso sulla Sindone. L’immagine rimane visibile fino all’Agnus Dei, lasciando il sacerdote indeciso se spezzare o meno l’ostia. Alla frazione del pane avverte un forte dolore allo stomaco e si inginocchia; il dolore scompare solo dopo aver fatto la comunione, permettendogli di distribuire l’Eucaristia ai fedeli presenti.

La guarigione dopo il ritorno da Medjugorje
Quello che Don Danilo rivela solo in seguito riguarda la sua salute: prima del viaggio gli era stata diagnosticata una poliposi intestinale e doveva sottoporsi a un intervento chirurgico a Reggio Calabria. Al momento del pre-operatorio, confrontando le due tac, il chirurgo dichiara sorpreso: “Don Danilo, qui non c’è più niente”. Il medico chiede al sacerdote dove fosse stato nelle settimane precedenti, e la risposta è Medjugorje. Da lì, racconta il sacerdote, il chirurgo stesso decide di intraprendere il pellegrinaggio insieme alla moglie.
Il riconoscimento del Volto Santo di Manoppello
La conferma arriva a Lourdes, dove Don Danilo si reca dopo l’episodio. Nell’ufficio informazioni del santuario nota una grande riproduzione fotografica del Volto Santo di Manoppello e riconosce immediatamente gli stessi tratti apparsi nell’ostia consacrata a Vionica. Per il sacerdote quel segno conferma la presenza reale e sostanziale di Gesù nell’Eucaristia, donata non solo a lui ma a tutti i pellegrini presenti quel giorno. Racconta di aver voluto condividere l’episodio anche come invito alla preghiera per i sacerdoti e per le vocazioni, specialmente per chi attraversa momenti di crisi vocazionale, affidando tutto al Cuore Immacolato di Maria.
Ecco il video della testimonianza: