Esorcisti contro il Reiki: “espone all’azione del maligno”

L'Aie denuncia il pericolo del Reiki per i fedeli cattolici, dopo l'apertura di uno spazio benessere negli ospedali di Pesaro per pazienti oncologici. L'Aie denuncia il pericolo del Reiki per i fedeli cattolici, dopo l'apertura di uno spazio benessere negli ospedali di Pesaro per pazienti oncologici.
L'Aie denuncia il pericolo del Reiki per i fedeli cattolici
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L’Aie denuncia il pericolo del Reiki per i fedeli cattolici, dopo l’apertura di uno spazio benessere negli ospedali di Pesaro per pazienti oncologici.

L’Associazione internazionale esorcisti (Aie) ha denunciato oggi “l’insidioso pericolo del Reiki” per i fedeli cattolici. Lo spunto arriva dalla recente apertura, negli Ospedali Riuniti Marche Nord di Pesaro, di uno spazio dedicato alle cure naturali, chiamato “Stanza del benessere”. Tra le pratiche proposte come supporto ai pazienti oncologici compare anche il Reiki, tecnica già presente da anni come terapia complementare in altre strutture sanitarie italiane. L’associazione degli esorcisti ha voluto intervenire pubblicamente proprio a partire da questo caso, per mettere in guardia i cattolici su una pratica che, a suo dire, resta priva di fondamento sia scientifico sia dottrinale. Non è un giudizio isolato: richiama documenti già pubblicati da autorità ecclesiali, in particolare oltreoceano, e si inserisce in un dibattito che negli ospedali italiani torna periodicamente d’attualità.

L’allarme dell’Aie sul pericolo del Reiki

La “Stanza del benessere” degli Ospedali Riuniti Marche Nord non è un episodio isolato nel panorama sanitario italiano. Il Reiki, ricorda la nota, è già offerto da anni come terapia complementare in altri ospedali, tra cui il Regina Margherita di Torino e il Carlo Poma di Mantova. Si tratta in genere di proposte rivolte a pazienti oncologici, presentate come supporto al percorso di cura accanto alle terapie tradizionali, in reparti dove la sofferenza fisica si accompagna spesso a un bisogno di conforto più ampio. Proprio questa diffusione, ormai consolidata in diverse strutture pubbliche su tutto il territorio nazionale, è ciò che ha spinto l’Aie a parlare apertamente di un pericolo da non sottovalutare, rivolto in particolare a chi vive già una condizione di sofferenza e fragilità.

Il caso Pesaro e le altre strutture italiane

Per sostenere la propria posizione, l’Aie richiama le linee guida pubblicate nel 2009 dalla Commissione per la dottrina della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, secondo cui il Reiki non trova fondamento né nella scienza né nella dottrina cristiana. Da qui il passaggio più duro della nota, in cui l’associazione scrive che chi pratica questa tecnica “cade… nel peccato di superstizione e si espone all’azione straordinaria del maligno”. Un’affermazione netta, che l’associazione precisa di voler comunicare “con il massimo rispetto” verso i pazienti e le famiglie che si affidano a queste pratiche in momenti di sofferenza. L’invito che ne segue è che i cattolici si astengano dal Reiki e da tecniche simili, senza per questo giudicare chi, in un momento di difficoltà, vi ha fatto ricorso in buona fede.

l'associazione scrive che chi pratica questa tecnica "cade... nel peccato di superstizione e si espone all'azione straordinaria del maligno"
Simbolo delle mani aperte, pratica del Reiki

Il giudizio dottrinale e le linee guida Usa sul Reiki

A corredo della nota, l’Aie pubblica anche la testimonianza anonima di una persona che per anni ha praticato il Reiki. Racconta di aver attraversato un periodo segnato da insonnia e agitazione, superato solo attraverso un percorso di riavvicinamento ai sacramenti e alla vita di preghiera. Una vicenda che l’associazione riporta senza aggiungere interpretazioni ulteriori, lasciando che sia la storia stessa a rafforzare l’appello rivolto ai fedeli. Resta il fatto che il tema tocca un terreno delicato, quello dell’incontro tra medicina, spiritualità e pratiche alternative dentro le corsie degli ospedali italiani, un confronto che con ogni probabilità non si esaurirà con questa sola nota dell’associazione.