Suor Mariana Kovačić al Mladifest: ‘Dite sì a Gesù’

Al 37° Mladifest suor Mariana Kovačić ha raccontato la sua vocazione tra dubbi, segni e l'incontro decisivo con le Missionarie della Carità. Al 37° Mladifest suor Mariana Kovačić ha raccontato la sua vocazione tra dubbi, segni e l'incontro decisivo con le Missionarie della Carità.
Suor Mariana Kovačić durante l'intervista al 37° Mladifest a Medjugorje
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Al 37° Mladifest suor Mariana Kovačić ha raccontato la sua vocazione tra dubbi, segni e l’incontro decisivo con le Missionarie della Carità.

All’altare esterno della chiesa di San Giacomo, quinto giorno del 37° Mladifest, suor Mariana Kovačić ha raccontato la sua storia in un’intervista con Marija Dugandžić. Missionaria della Carità, è nata ultima di quattro figli in una famiglia cattolica di Kotor Varoš, in Bosnia. La guerra la costrinse a fuggire prima a Zagabria, poi in Germania; tornata in Croazia visse per un periodo lontana dal convento, come fotomodella, in un’azienda di interior design e come cantante nel gruppo Fides. Un anno, invece di andare dalla sorella come previsto, partì da sola per Medjugorje, cercando silenzio dopo la fatica del lavoro. Fu lì che tutto cambiò.

Il segno di suor Mariana Kovačić a Medjugorje

A Medjugorje pregò sulla tomba di fra Slavko Barbarić, pur non avendolo conosciuto, sperando che da poliglotta potesse aiutarla nello studio delle lingue. Tra una pila di libri comprati per caso ne trovò uno sbagliato: un volume di interviste su Medjugorje che conteneva anche un colloquio con Madre Teresa. Capì che quello era il suo posto, ma tenne nascosto il richiamo, insieme al bisogno di parlare con un sacerdote del santuario. Alla fine lo cercò e gli chiese di diventare la sua guida spirituale. “Il miglior direttore spirituale è lo Spirito Santo”, le rispose lui, spiegandole che se era la Madonna a volerlo non c’era via di fuga.

Tre anni di silenzio e le “docce fredde”

Per tre anni suor Mariana pregò in silenzio e, come dice lei, “lottò” con Gesù, aspettando un segno che non arrivava mai abbastanza chiaro. Partecipò a ritiri di digiuno e silenzio a Medjugorje. Un sacerdote di Zagabria, a cui si era rivolta aspettandosi la conferma di non avere vocazione, le disse che al posto suo sarebbe andato lui stesso tra le Missionarie della Carità, se fosse stato donna: lei la chiama una “doccia fredda”. Una seconda arrivò da un’amica trasferitasi a Copenaghen per amore, che le insegnò come il luogo conti poco. Alle amiche che la criticavano per la sua ricerca di perfezione, rispose: “Sì, cerco la perfezione, ed è Gesù Cristo.”

In Terra Santa, sul Calvario, chiese un ultimo segno, promettendo che non ne avrebbe più cercati. "Scendendo dal Calvario ho incontrato due Missionarie della Carità. Sono quasi svenuta. Non me le aspettavo, ma ho capito: era quello"
Giovani riuniti davanti alla chiesa di San Giacomo per il 37° Mladifest

Il segno al Calvario e la scelta definitiva

In Terra Santa, sul Calvario, chiese un ultimo segno, promettendo che non ne avrebbe più cercati. “Scendendo dal Calvario ho incontrato due Missionarie della Carità. Sono quasi svenuta. Non me le aspettavo, ma ho capito: era quello”, ha raccontato. Restava da comunicare la scelta alla famiglia: “Va bene, non abbiamo nulla contro il fatto che tu diventi suora, ma perché proprio in quell’ordine così folle?”, le chiesero i familiari, mentre gli amici ripetevano una sola domanda: “Perché?”. Sul lavoro, per tagliare corto, disse semplicemente che si sposava e lasciava la Croazia.

Dalla formazione in Italia alle missioni fino in Germania

La formazione si svolse in Italia, la prima missione la portò in Uzbekistan e Pakistan; seguirono Croazia, Italia, Germania, Austria e Bosnia ed Erzegovina. “Al momento sono a Zagabria, ma ho ricevuto il trasferimento in Germania”, ha raccontato. Ogni suora prega per un sacerdote scelto o assegnato, e ha un collaboratore malato che prega per lei. “Accanto ai tre voti di povertà, castità e obbedienza abbiamo un quarto voto: il servizio ai più poveri tra i poveri”, ha spiegato, parlando delle Missionarie della Carità, note come le suore di Madre Teresa. A chi dubita della propria vocazione ha consigliato di pregare, certa che Gesù mostrerà la strada: “Non abbiate paura. Gesù tiene questo mondo nel suo palmo e sa qual è la strada migliore per ciascuno. Lui vuole che siamo santi, e la santità è la vera bellezza.” Ha ripetuto: “Non abbiate paura di dire sì a Gesù”, aggiungendo un invito anche per chi sente la chiamata a formare una famiglia: “Non abbiate paura di dire sì a Dio, e non aspettate troppo.”