Settembre e la Bibbia: un legame che dura da secoli nella Chiesa

Perché in tanti Paesi settembre è il mese della Bibbia: il legame con San Girolamo, la Vulgata e la festa liturgica del 30 settembre. Perché in tanti Paesi settembre è il mese della Bibbia: il legame con San Girolamo, la Vulgata e la festa liturgica del 30 settembre.
Bibbia aperta su un leggio
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Perché in tanti Paesi settembre è il mese della Bibbia: il legame con San Girolamo, la Vulgata e la festa liturgica del 30 settembre.

In diverse comunità cattoliche nel mondo settembre viene chiamato il mese della Bibbia. Non si tratta di una designazione ufficiale universale della Chiesa, ma di una prassi diffusa che parrocchie, diocesi e conferenze episcopali richiamano ogni anno per invitare i fedeli a leggere le Scritture con più continuità. Il motivo è legato a una ricorrenza precisa che chiude il mese: il 30 settembre, giorno in cui la liturgia ricorda San Girolamo.

San Girolamo, Dottore della Chiesa, nacque intorno al 347 e morì a Betlemme proprio il 30 settembre del 420. È ricordato soprattutto per aver realizzato la traduzione in latino delle Sacre Scritture, conosciuta come Vulgata, un lavoro che secondo le fonti storiche impegnò decenni della sua vita: nel 384 rivide la versione latina dei quattro Vangeli, mentre tra il 390 e il 405 si dedicò alla traduzione dell’Antico Testamento a partire dai testi originali.

La Vulgata e il suo peso nella storia della Chiesa

La Vulgata non è stata una traduzione tra le tante. Dal VI secolo è diventata la versione di riferimento della Chiesa latina occidentale, usata per secoli nella liturgia e nello studio teologico. Il nome stesso deriva dall’espressione latina vulgata editio, cioè “edizione per il popolo”, a indicare l’intento di rendere il testo sacro accessibile a un pubblico più ampio rispetto ai soli specialisti del greco e dell’ebraico. Per questo lavoro San Girolamo viene ricordato anche con l’appellativo di “Biblioteca Divina”, espressione che lui stesso avrebbe usato per descrivere la Bibbia. La sua figura resta un punto di riferimento per chiunque si occupi di esegesi biblica all’interno della tradizione cattolica.

Non solo San Girolamo: la data di settembre 1569

Alcune fonti collegano il mese della Bibbia anche a un secondo evento, questa volta legato alla tradizione protestante di lingua spagnola: il 26 settembre 1569 si concluse la stampa della cosiddetta Biblia del Oso, la prima traduzione completa delle Scritture in lingua spagnola, realizzata da Casiodoro de Reina e successivamente rivista da Cipriano de Valera, dando origine alla Bibbia Reina Valera. Il nome “dell’Orso” deriva dall’illustrazione sulla copertina, che raffigurava un orso intento a mangiare miele.

La Vulgata non è stata una traduzione tra le tante. Dal VI secolo è diventata la versione di riferimento della Chiesa latina occidentale, usata per secoli nella liturgia e nello studio teologico. Il nome stesso deriva dall'espressione latina vulgata editio, cioè "edizione per il popolo"
San Girolamo intento a scrivere

Come viene vissuto il mese nelle diocesi

In pratica, il mese della Bibbia si traduce in iniziative molto concrete nelle parrocchie di tutto il mondo: corsi di formazione biblica, conferenze, celebrazioni della Parola e momenti comunitari di lettura. Alcune conferenze episcopali, come quella boliviana, hanno adottato negli anni motti specifici per l’occasione, invitando i fedeli a “ascoltare la Parola” con maggiore attenzione durante tutto il mese.

Una tradizione fatta di gesti quotidiani

Non mancano le abitudini familiari: c’è chi tiene in casa, in un punto visibile, un altare con il Libro Sacro aperto, leggendo un breve passo ogni giorno come pratica quotidiana di preghiera personale. Un invito simile arriva anche da Medjugorje: nel messaggio del 18 ottobre 1984, la Madonna chiede ai fedeli di leggere la Bibbia ogni giorno nelle proprie case, tenendola in un luogo visibile perché stimoli costantemente alla lettura e alla preghiera.

La lettura quotidiana della Scrittura è del resto uno dei cinque “sassi” di Medjugorje, l’immagine con cui viene sintetizzato l’insegnamento spirituale legato alle apparizioni: insieme alla preghiera quotidiana, all’Eucaristia, al digiuno del mercoledì e venerdì e alla confessione mensile, la Bibbia viene indicata come una delle armi spirituali che i fedeli sono invitati a portare con sé, da leggere ogni giorno anche solo per una frase e da vivere concretamente.

Il collegamento tra settembre e la Bibbia, quindi, non nasce da un decreto isolato ma dalla sovrapposizione di più memorie storiche e liturgiche che nel tempo si sono rafforzate a vicenda, fino a diventare un’abitudine consolidata in molte comunità cattoliche.