Il documentario su Carlo Acutis al cinema dal 15 ottobre con le voci di chi lo conobbe

Dal 15 ottobre nelle sale il documentario su Carlo Acutis di Luca Salmaso: genitori, amici e insegnanti raccontano il giovane santo canonizzato nel 2025. Dal 15 ottobre nelle sale il documentario su Carlo Acutis di Luca Salmaso: genitori, amici e insegnanti raccontano il giovane santo canonizzato nel 2025.
Il documentario su Carlo Acutis in uscita a ottobre nei cinema
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Dal 15 ottobre nelle sale il documentario su Carlo Acutis di Luca Salmaso: genitori, amici e insegnanti raccontano il giovane santo canonizzato nel 2025.

Dal 15 ottobre il documentario su Carlo Acutis arriva nelle sale italiane con il titolo “Carlo Acutis. Il giovane santo”. La regia è di Luca Salmaso e il film è stato realizzato con il favore della famiglia da Officina della Comunicazione, Our Films e Nexo Digital. L’uscita cade a poche settimane dal passaggio televisivo di “Il mio nome è Carlo”, il film tv di Giacomo Campiotti trasmesso da Canale 5 il 27 settembre.

Quella sera il film di Campiotti ha raccolto oltre 4 milioni di spettatori e il 29,6% di share, un risultato che ha sorpreso. Il documentario è stato invece presentato in anteprima alla Filmoteca Vaticana, alla presenza di mons. Dario Edoardo Viganò. Fu proprio lui, già nel 2016, a proporre Carlo Acutis come patrono di Internet.

Distribuzione in Italia e all’estero fino al 2027

Oltre alle sale italiane, il film è destinato anche alle scuole, con un’ampia distribuzione all’estero. In Francia il documentario uscirà in 200 sale dal 4 novembre, poi toccherà il resto d’Europa, per arrivare alle Americhe, all’Australia e alla Corea del Sud nel febbraio 2027.

La mamma Antonia Salzano e la santità possibile oggi

Antonia Salzano, raggiunta alla prima in Vaticano, ha spiegato che il cinema aiuta a diffondere valori e buone notizie. Davanti alle tante tragedie che ci assalgono, ha detto, “Carlo è una buona notizia”, perché mostra che la santità è possibile anche oggi, nonostante difficoltà e pericoli diffusi.

Per la madre i due progetti rientrano nel cammino di evangelizzazione che Gesù sta compiendo attraverso il figlio. Il suo invito è ad avere più fiducia nella Chiesa e a coltivare la preghiera: senza Internet ci si sente spesso disperati, ma senza preghiera non ci si connette con il Cielo. Una vita ordinaria, fatta di amici, sport e scuola, ha bisogno anche di una dimensione interiore, senza la quale non si può essere luce per gli altri.

Per il film di Mediaset la famiglia si è impegnata a tutelare la veridicità, aiutando il regista a entrare nella vita di Carlo. Nel documentario parlano invece le persone che lo hanno vissuto da vicino: per lei è una grazia, un modo per guardarlo con i loro occhi e scoprire una spiritualità alla portata di tutti. Carlo, ha aggiunto, ha avuto una vita ordinaria diventata straordinaria perché ha aperto le porte a Cristo.

Sul rapporto tra giovani e tecnologia è stata netta. Secondo lei oggi Carlo forse spegnerebbe i social per fare cose più utili. Ai suoi tempi esisteva già Messenger, ma lui spegneva tutto, perché aveva capito che sono mezzi e non il fine. Strumenti dati da Dio che non devono diventare tiranni, intelligenza artificiale compresa, per la quale servono regole chiare.

Antonia Salzano, raggiunta alla prima in Vaticano, ha spiegato che il cinema aiuta a diffondere valori e buone notizie. Davanti alle tante tragedie che ci assalgono, ha detto, "Carlo è una buona notizia"
Antonia Salzano, madre di Carlo Acutis

Le testimonianze nel documentario su Carlo Acutis

La sceneggiatura è firmata da Elisabetta Sola e Nicola Salvi. Il racconto parte dalla canonizzazione del 7 settembre 2025, presieduta da Papa Leone XIV, e da lì riavvolge il nastro degli anni di vita, intrecciandoli con l’eredità spirituale che Carlo lascia oggi. La voce narrante è la sua.

Il punto di forza sono le testimonianze. Oltre ai genitori parlano la nonna materna Luana Pennino, il domestico Rajesh Mohur, la maestra delle elementari Elisa Tattanelli e il parroco, mons. Gianfranco Poma. Ci sono gli amici d’infanzia Mattia e Jacopo Pastorelli, ancora increduli che il loro compagno sia diventato santo. E c’è la studentessa costaricana Valeria Vargas Valverde, protagonista del miracolo di guarigione legato alla canonizzazione.

Un ragazzo normale, lontano dal santino

L’ossatura del film sono i ricordi, affiancati da foto e video privati messi a disposizione dalla famiglia. L’obiettivo era evitare l’immagine di un santino patinato e distante, per mostrare un ragazzo normalissimo, come tanti, acceso da una fede luminosa e gioiosa. La mamma ripete spesso che Carlo correva più veloce del tempo, in anticipo su tutto, anche nella fede.

I primi destinatari sono i giovani, in Italia e all’estero, ai quali Carlo viene proposto come uno di loro. Nella scheda del SIR il documentario è giudicato raccomandabile, dal taglio realistico-poetico e adatto ai dibattiti.