Papa Leone incontra vittima di abusi-medjugorje.it
Il pontefice ha incontrato privatamente in Vaticano David Ryan, vittima di abusi clericali. Cosa si sono detti
Lo scorso 2 febbraio, David Ryan, un uomo di 61 anni, irlandese, vittima di abusi clericali da adolescente, ha avuto l’opportunità di incontrare Papa Leone XIV. L’uomo ha potuto raccontare la sua storia al pontefice, parlando con lui per quasi un’ora, esprimendogli il suo pensiero e ponendogli anche domande.
Ryan gli ha raccontato anche della reazione della Chiesa cattolica irlandese, che a sua detta non lo avrebbe ascoltato. Ai media, in merito all’incontro e al pontefice, il 61enne ha detto:«È un uomo adorabile, ed è stata un’esperienza meravigliosa… Wow. Sono così felice di averlo fatto oggi, sono davvero così felice di averlo fatto. Non mi sono trattenuto, gli ho parlato degli abusi e gli ho chiesto: ‘Perché questi preti fanno ancora questo?’».
Ryan ha spiegato di aver trovato empatia nel pontefice, sottolineando di averlo percepito realmente dispiaciuto per quanto accadutogli. «Sapevo che era sincero», ha detto ancora Ryan.
L’uomo è stato vittima di abusi sessuali tra gli 11 e i 17 anni, mentre era iscritto alla Blackrock and Willow Park School di Dublino. Lo stesso era successo a suo fratello Mark, morto a 62 anni, ma senza raccontare mai cosa gli fosse accaduto. Ryan puntualizza la profonda ferita che porta nell’anima a causa di quegli abusi:«Mi ha rovinato la vita. Ha rovinato la vita di Mark, e mio fratello ora non c’è più».
Quando la storia di Ryan è venuta allo scoperto all’interno di un documentario chiamato “Blackrock Boys”, l’Irlanda restò allibita. Il governo, dopo la trasmissione ordinò un rapporto in cui apparvero diverse denunce di abusi in moltissime scuole durante vari decenni. In toto, si è parlato di oltre duemila casi. Questo emerse grazie al coraggio di Ryan e altri, che decisero di raccontare quanto occorso.
A ETWN, Ryan ha rivelato di aver detto al pontefice che desiderava delle scuse. Il pontefice gli ha detto:«David, tutto quello che posso dire è che mi dispiace tanto per il tuo dolore e la tua sofferenza, per quello che ha passato la tua famiglia, per quello che hanno passato Mark e gli altri sopravvissuti. Posso sentire il tuo dolore, ma non conosco il tuo dolore’. E mi ha guardato dritto negli occhi e ha detto semplicemente: ‘Mi dispiace tanto per te’».
Il 61enne ha spiegato di aver voluto fortemente questo incontro affinché il pontefice ascoltasse la sua storia. «Volevo solo che sentisse la mia voce, volevo che ascoltasse la mia storia, e lui mi ha ascoltato. Si è scusato in un modo che non mi aspettavo, e la sua empatia nei miei confronti… è stata semplicemente silenziosa e surreale».
Ryan ha raccontato di avergli svelato di aver subito violenza tre volte, e che il pontefice sarebbe rimasto senza parole nell’ascoltare quante gente avesse subìto abusi, «e che la Chiesa lo avesse nascosto per così tanto tempo. Gli ho chiesto perché lo facessero e lui ha risposto: ‘David, non ho ancora una risposta per te, ma la avrò quando potrò’».
La scelta di Ryan di condividere il proprio dolore, come lui stesso ha raccontato, è stata dettata anche dal desiderio di essere di incoraggiamento per altri che hanno avuto la stessa terribile esperienza, affinché non si tengano tutto dentro e parlino.
Al pontefice, Ryan ha detto:«Non è stata colpa mia», e il Papa gli ha risposto:«Non è stata colpa tua, David». Questa cosa lo ha colpito nel profondo, perché si è sentito davvero compreso.