In questo Paese è passata una nuova legge che il clero ritiene svolta storica e che riguarda i feti.
Lo scorso 21 dicembre, la governatrice di Porto Rico, Jennifer Gonzalez-Colòn ha posto una sigla su una nuova legge, la 183-2025. Tale norma va a modificare il Codice Civile dell’isola e apporta una svolta storica: si riconosce un bimbo come persona fisica e giuridica, sin da quando è stato concepito.
Si tratta di una misura che ha trovato d’accordo clero e mondo pro-life, in quanto è ritenuto un evento storico, con possibili effetti importanti. Nel dettaglio, in ambito giuridico-culturale.
Padre Carlos Pérez Toro, parroco di Santa Rosa de Lima a San Juan, nonché avvocato, ha spiegato l’impatto di questa nuova legge a livello giuridico. «Un essere umano nel periodo prenatale è considerato persona fisica fin dal primo momento del concepimento; per usare un termine giuridico finora applicato solo dopo la nascita, si afferma che egli ha personalità giuridica e capacità giuridica dal momento del concepimento», ha detto.
Il sacerdote ci ha tenuto a sottolineare che la suddetta legge è anche uno strumento, per donne in gravidanza, per tutelarsi concretamente. Una madre, con l’introduzione di questa norma, può tutelare legalmente il proprio figlio, designandolo come erede, ad esempio.
«Grazie a Dio, a Porto Rico abbiamo ottenuto un chiaro riconoscimento del fatto che un essere umano nel periodo prenatale è una persona fisica con tutti i diritti come se fosse già nato. Immaginate cosa significhi questo per una madre che ora ha un nuovo strumento per difendere il proprio figlio», ha detto Pèrez Toro.
Come la nuova legge supporta la vita prenatale
Il sacerdote ha spiegato che «questa legge equipara un bambino nel grembo materno a un bambino già nato. Le possibilità future che ciò apre per l’essere umano nel periodo prenatale e per la madre sono inimmaginabili».

Tra gli aspetti più importanti della riforma in questione, c’è anche quello culturale. A Porto Rico le donne sono solite chiamare il piccolo concepito “nene”.«Non è un feto. È un ‘nene’, come le donne portoricane chiamano un essere umano nel periodo prenatale, un bambino nel grembo materno. Dicono: ‘Questo è il mio nene’, e festeggiano quando vedono la prima ecografia del ‘nene’ nelle prime settimane», dice ancora il parroco.
Con questa norma, secondo il sacerdote, si «rende giustizia all’esperienza portoricana, affermando che non si tratta di una ‘cellula’ o di uno ‘zigote’, ma di un essere umano».