Chi è il calzolaio dei Papi: dal Perù al Vaticano, l’artigiano scelto anche da Leone XIV

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Chi è il calzolaio dei Papi(credit@CZ_Aleteia)-medjugorje.it
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Da anni è diventato il calzolaio dei Papi e non solo: in tanti si servono da lui, e la sua storia parte da molto lontano. 

Lui si chiama Antonio Arellano ed è originario di Trujillo, in Perù. Ha vissuto in una famiglia modesta, e ad oggi è assai noto come “calzolaio dei Papi”. La sua è una storia di coraggio, quello di partire da zero, in un Paese che non conosceva, e farsi pian piano strada grazie al suo talento.

Era il 1990 quando Antonio è arrivato in Italia, a Roma, a causa della forte crisi economica peruviana. Nel 1998, ha aperto una bottega piccola, semplice, nel quartiere Borgo, a pochi passi dal Vaticano.

Nel suo negozio, ci sono attrezzi tradizionali, icone religiose e moltissime foto che lo ritraggono con gli ultimi pontefici. Antonio aveva un gran talento come artigiano sin dall’età di 14 anni. I suoi primi clienti erano suore e sacerdoti, poi, man mano, data la sua bravura, si attivò il mezzo pubblicitario più potente di tutti: il passaparola.

Antonio Arellano e la svolta: l’incontro con Papa Benedetto XVI

La svolta, nella carriera dell’artigiano peruviano, arrivò quando incontrò l’allora cardinale Joseph Ratzinger. Con lui, nacque una solida amicizia.

Chi è il calzolaio dei Papi
Chi è il calzolaio dei Papi(credit@CZ_Aleteia)-medjugorje.it

Il 19 aprile 2005, Ratzinger fu eletto Papa, e per lui, Arellano realizzò un paio di scarpe divenute celebri, le famose scarpe rosse. Per tutto il periodo in cui Benedetto XVI fu papa, Antonio continuò a rifornirlo di calzature.

L’amicizia con Ratzinger non tramontò, ma proseguì anche dopo che il pontefice decise di dimettersi, e Benedetto prese parte anche ai festeggiamenti per il 50esimo compleanno di Antonio. Quando Ratzinger morì, un dettaglio non passò inosservato: la salma fu esposta, con ai piedi scarpe Arellano.

Il rapporto con Papa Francesco, invece, fu più distante, poiché  indossando scarpe ortopediche, egli si recava dal suo calzolaio di fiducia. Nonostante ciò, Francesco benedisse le fedi di Arellano e sua moglie, per le loro nozze d’argento.

Ma la tradizione non si è fermata, tant’è che Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza Arellano e suo figlio, parlando in spagnolo, dato che il pontefice, si sa, ha trascorso moltissimi anni in Perù. Leone XIV ha ordinato due paia di scarpe dal noto artigiano, scegliendo il colore nero. Venti giorno dopo, le scarpe sono state recapitate.

La storia di Antonio Arellano è certamente un esempio di resilienza, lavoro silenzioso, maestria, e insegna che nella vita, quando c’è dedizione, si può arrivare anche lontano.