Intelligenza Artificiale e chat dei Santi: i pericoli che incombono - medjugorje.it
Si sta diffondendo una pratica alquanto pericolosa: si tratta delle chat con i Santi attraverso l’Intelligenza Artificiale. I danni sono di diverso tipo.
L’uso massiccio dell’Intelligenza Artificiale ormai in moltissimi settori della nostra vita rischia di interferire anche con la sfera spirituale creando certamente non pochi danni. Quante persone, prese da curiosità, si avvicinano come fosse un gioco a programmi come chat per dialogare con i Santi.
Già, perchè esistono anche queste invenzioni e inevitabilmente riescono a catturare l’attenzione di tanti. Il progetto si concentra a voler rendere l’insegnamento della Chiesa e la comprensione di ciò ch attiene alla fede cattolica più comprensibile. Lo scopo sarebbe quindi lodevole in sé, ma è davvero una modalità giusta e opportuna? Può veramente risultare utile o dietro ci sono rischi che non vengono considerati o ignorati per superficialità o quant’altro?
L’approccio che si fa con questo genere di cose parte da un atteggiamento superficiale e spesso viene fatto senza pensare ai risvolti che porta con sè. Un progetto della start-up cattolica Longbeard ha ideato un prodotto dell’AI che si occupa di far fornire le risposte che secondo lo strumento darebbero i Santi, per costruire una chat in cui si simula un dialogo con essi.
L’interfaccia è simile a quella di altri siti web di intelligenza artificiale “generativa”, come ChatGPT. Ma a differenza di ChatGPT, Magisterium, questo il nome del programma, si basa in via esclusiva su fonti cattoliche e i suoi creatori cercano di alimentarlo su questa linea. L’ obiettivo dichiarato è rendere la conoscenza delle cose di fede ricercabile e accessibile a chiunque su Internet in modo diretto e semplice.
“Saint Chat” si occupa pertanto di far dialogare con i più celebri Santi della Chiesa. Che siano San Paolo, Sant’Agostino e San Girolamo o San Pio da Pietralcina sono oltre una ventina i Santi con cui è possibile instaurare una sorta di dialogo, tra cui Padri e Dottori della Chiesa.
Le domande da porre sono di ordine teologico, c’è spazio anche per una certa “modalità dibattito” in cui sono possibilit tentativi di confutare le tesi esposte. Ogni risposta è corredata da citazioni, ma il programma avverte in un piccolo disclaimer in fondo allo schermo: “Le risposte di Magisterium AI non sono sempre perfette. In caso di dubbio, consultare un essere umano“.
Può sembrare un’informazione onesta, e sicuramente lo è, ma ci si domanda: se anche il programma invita a rivolgersi alle persone per avere una più chiara esposizione delle cose, che bisogno e utilità c’è nell’usare questo strumento?
Non si rischia forse in un’invasione del virtuale sulla vita reale stessa andando a toccare una sfera così delicata e sacra? Simulare le risposte dei Santi non apre la porta in qualche modo ad una ricerca spasmodica di un contatto diretto che nella realtà non ci può essere? E questo non devia interiormente creando confusione?
La pratica si pone sulla falsariga di un’altra tendenza già in voga negli ultimi anni e cioè le chat che si rivolgono ai defunti, per cui l’AI fornisce le risposte fingendo di essere loro. Tutto questo può risultare anche abbastanza inquietante e non solo perchè appare come una sorta di anticamera dello spiritismo, ma soprattutto perché fondandosi su una finzione rischia di generare disordine interiormente.
Molti esperti e filosofi hanno espresso profonda preoccupazione per la diffusione di questo tipo di chat per il pericolo reale di fuorviare le persone. Anche se l’obiettivo è di fondo buono, forse ci è lasciati prendere troppo la mano dall’uso dell’AI ed è meglio rivedere il tutto e porre un freno. La realtà, fatta anche di silenzi, di separazione fisica e comunicativa, quella con i morti e quindi anche con i Santi, deve essere rispettata perchè è voluta da Dio.