Sei in crisi interiore? Dio non ti abbandona - www.medjugorje.it
A chi non è mai capitato di trovarsi nel pieno di un conflitto interiore, che sia anche di carattere spirituale e non saperne proprio come uscire? Di certo, il Signore non ci lascia soli davanti alle difficoltà.
Non si tratta solo di piccole crisi interiori perchè, alcune volte, si tratta anche di crisi vere e proprie che non riusciamo a gestire o non siamo capaci di mettere da parte e andare avanti. Dio non ci chiede imprese impossibili.
La testimonianza di un monaco ci aiuta a capire meglio e a comprendere come affrontare tutto questo, senza mai sentirci soli.
La paura di sentirci soli, che Dio si sia allontanato da noi e ci abbia lasciati in balìa della tempesta e nell’affrontare da soli anche le nostre piccole difficoltà quotidiane. Ma siamo proprio certi che sia così? Partiamo dal presupposto che Dio sa e conosci ogni cosa attanagli il nostro cuore e la nostra mente e, di certo, non siamo mai soli e in assenza della sua costante presenza. Anche nei momenti durante i quali ci sentiamo più fragili del previsto, non dobbiamo scoraggiarci perchè lui è sempre con noi e non ci abbandona di certo.
La testimonianza di un monaco del monastero di San Saba in Palestina, Atanasio, ci aiuterà a comprendere come, anche nelle lotte più difficili e complesse della nostra vita, quanto anche quelle di carattere spirituale, di certo non siamo mai soli: “I nostri genitori hanno praticato l’autocontrollo e la povertà fino alla morte; noi, invece, abbiamo ingrassato la pancia e il portafoglio. Ai tempi dei nostri genitori, cercavano di non distrarsi; oggi giorno, siamo dominati dalla cucina e dal lavoro manuale” – spiega.
Come porsi davanti a quelle che sono le lotte quotidiane che ci troviamo a dover affrontare? Atanasio così rispende: “Un giorno mi è sorta una domanda in questi termini: “E che dire di quelli che combattono e di quelli che non lo fanno?” Poi caddi come in trance, e qualcuno venne e mi disse: “Seguimi”. E mi condusse in un luogo pieno di luce; mi pose vicino a una porta, la cui bellezza è impossibile da descrivere; udimmo, come da una moltitudine innumerevole all’interno, voci che cantavano a Dio. Quando bussammo, qualcuno dall’interno sentì e chiese: “Cosa volete?”. La mia guida rispose: “Vogliamo entrare”. L’individuo rispose dicendo: “Non potete entrare qui se vivete nella negligenza; se volete entrare, andate e combattete, ignorando tutto ciò che riguarda questo mondo vano”.
Da qui la sua personale riflessione: è sempre giusto preoccuparsi di tutto? Questo non fa altro che andare ulteriormente a complicare la nostra già difficile vita? “La risposta che ricevetti dal cielo, con tutta la solennità necessaria, non lasciò spazio a dubbi: “Non si entra qui [nella città santa] se si vive nella negligenza” – spiega ancora Atanasio. Misuriamo i nostri sforzi e non lasciamoci abbattere dal nostro stato d’animo inquieto.
Altra cosa importante è quella di non abbandonare mai la preghiera perchè se lo facessimo, è quello il terreno fertile per le tentazioni del demonio su di noi, perchè è proprio qui che siamo più deboli