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Dichiarato morto per 3 ore: fra Daniele e quel che vide in Purgatorio

Fra Daniele Natale ha vissuto una morte clinica di tre ore. Risvegliatosi, raccontò di aver visto il Purgatorio. Cosa accadde

Era il 1952 quando Fra Daniele Natale, frate cappuccino di 33 anni, dovette affrontare un importante operazione chirurgica. Il giovane frate era affetto da un tumore alla milza, e l’intervento si preannunciava inutile, poiché la neoplasia era in uno stadio avanzato.

Il chirurgo, su richiesta del religioso, accettò di operarlo. L’operazione, come d’accordo, ebbe luogo, ma in seguito accadde qualcosa di totalmente inaspettato. A seguito dell’intervento, per Fra Daniele il decorso fu terribile: le sue condizioni si aggravarono velocemente e l’uomo finì in coma.

Tre giorni dopo questi fatti, lo dichiararono clinicamente morto. Niente, però, lasciava anche minimamente immaginare quello che sarebbe occorso più tardi, e che fu davvero straordinario.

Fra Daniele: la morte clinica, il Purgatorio e il ritorno in vita

A seguito del decesso, come detto, occorse qualcosa di impensabile: il frate si svegliò d’improvviso, si sollevò dal letto, prese il lenzuolo con cui lo avevano coperto, lo strappò. Poi, cominciò a proferire le prime parole.

Morto per 3 ore: fra Daniele e quel che vide in Purgatorio (credit@teleradiopadrepio)-medjugorje.it

Chiaramente, quanto avvenne spaventò i presenti, ossia medici, familiari, infermieri. Ma che cosa accadde in quelle ore in cui lo avevano dichiarato morto? Fra Daniele, una volta ripresosi, rivelò cosa aveva visto.

Nel corso di quelle tre ore, il frate cappuccino si era ritrovato al cospetto del Padre Celeste. Lo avvertì non come un giudice rigoroso, bensì proprio come un Padre pieno di affetto. In quei momenti si rese conto di aver ricevuto grande amore da Dio, un amore immenso, totalizzante, che tuttavia non era stato contraccambiato a pieno.

Talvolta, era persino stato trascurato. Gli dissero che sarebbe dovuto restare solo 2/3 ore in Purgatorio, e poi sarebbe potuto restare sempre con Dio. All’inizio provò una grande felicità, percepì un forte senso di accoglienza.

Tuttavia, quella felicità durò poco, poiché l’uomo vide il Purgatorio, e provò grande sofferenza. La visione di Dio scomparve e in quel luogo comprese che quella purificazione era importante, per non aver osservato il voto di povertà. Sentì un dolore fortissimo e inspiegabile, soprattutto nell’animo.

In Purgatorio, secondo il racconto del frate, si avverte come un corpo, si vedono altre anime e la sofferenza è commisurata a quelle cose della vita che hanno offeso maggiormente il Padre. Il tormento più forte era essere lontani da Dio e non poter più avere mezzi per salvare la propria anima.

Nel momento in cui soffrì maggiormente, Fra Daniele chiese aiuto alla Beata Vergine Maria, e chiese di poter tornare sulla Terra, con la promessa di vivere solo per amore dell’Altissimo. Sentì anche che c’era Padre Pio, chiedendo anche la sua intercessione (lo aveva conosciuto in vita).

La Madonna della Grazie apparve a Fra Daniele e gli sorrise, annuendo alla sua richiesta. Poco dopo, il frate si svegliò, con grande stupore di tutti coloro che erano attorno a lui.

In clinica si scatenò il panico, tant’è che molti si spaventarono credendolo un fantasma. Un medico, commosso, capì che Dio esisteva davvero. Dopo quei fatti, Fra Daniele visse ancora 42 anni, portando avanti la sua missione e offrendo sofferenze per salvare le anime. Fu testimone dell’esistenza del Purgatorio e del fatto che si soffra terribilmente la lontananza da Dio. Nel 2012, hanno avviato il processo per la sua beatificazione.

Published by
Anna Di Donato