Due metri di fede: la statua di San Carlo Acutis nata da un gruppo di ragazzi

A Pompeia, in Brasile, un gruppo di giovani ha finanziato la statua di San Carlo Acutis più grande del Paese: due metri, con jeans e zaino in spalla. A Pompeia, in Brasile, un gruppo di giovani ha finanziato la statua di San Carlo Acutis più grande del Paese: due metri, con jeans e zaino in spalla.
Statua di San Carlo Acutis alta due metri parrocchia di Pompeia in Brasile
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A Pompeia, in Brasile, un gruppo di giovani ha finanziato la statua di San Carlo Acutis più grande del Paese: due metri, con jeans e zaino in spalla.

Non è un gigante di cemento su un piedistallo irraggiungibile. La statua di San Carlo Acutis che i fedeli di Pompeia, nello Stato di San Paolo, considerano la più grande dedicata al giovane santo in tutto il Brasile misura appena due metri. Raffigura un ragazzo con jeans, scarpe da ginnastica, maglietta e zaino. Si trova nella piazza della parrocchia di Nostra Signora del Rosario, in una cittadina tranquilla a una trentina di chilometri da Marília. L’opera non è nata da una grande commissione o da un ricco benefattore. È stato un gruppo di giovani parrocchiani a ideare il progetto e a trovare il modo di finanziarlo, dando forma alla devozione che il Brasile nutre per il “santo di internet”. Per secoli la fede cattolica ha misurato la propria intensità con cattedrali e statue monumentali. Qui accade il contrario: una santità semplice e vicina, che parla direttamente alla gioventù dell’era digitale.

Otto mesi di lavoro per la statua di San Carlo Acutis

La realizzazione ha richiesto circa otto mesi di lavoro. A occuparsene sono stati artigiani di Londrina, nello Stato del Paraná, che hanno dato forma concreta all’idea nata tra i ragazzi della parrocchia. La statua è stata installata all’inizio di agosto 2026, a chiusura della Settimana della Gioventù cittadina. Da quel momento la piazza è diventata un vivace punto di preghiera e riflessione comunitaria, e lo sguardo commosso dei visitatori si ferma proprio su quel giovane vestito come tanti suoi coetanei.

Chi era Carlo Acutis, il ragazzo dei miracoli eucaristici

Carlo Acutis non porta sulle spalle il peso dei secoli passati. Nato a Londra nel 1991 e cresciuto a Milano, era un autentico rappresentante della generazione millennial. Appassionato di informatica e programmazione, usò il suo talento per catalogare i miracoli eucaristici avvenuti nel mondo, creando un proprio sito web. Definiva l’Eucaristia con una frase diventata il suo motto: «L’Eucaristia è la mia autostrada per il Cielo». La sua vita si interruppe il 12 ottobre 2006, a 15 anni, a causa di una leucemia fulminante. Il legame con il Brasile era però già scritto: proprio in terra brasiliana, nel 2013, avvenne la guarigione inspiegabile di un bambino malato, il miracolo riconosciuto dal Vaticano per la sua canonizzazione.

Oltre alla statua, la parrocchia di Pompeia custodisce ora un reliquiario con ciocche di capelli del santo e frammenti della sua bara. C'è anche un petalo di fiore bianco caduto sulla sua tomba ad Assisi, rimasto intatto per due anni
statua di San Carlo Acutis alta due metri parrocchia di Pompeia in Brasile

Il pellegrinaggio ad Assisi e l’attesa della canonizzazione

Il percorso che ha portato la statua a Pompeia è stato un vero pellegrinaggio di fede. Nell’aprile 2025 il parroco, padre Antônio Padula, partì per l’Italia per assistere alla cerimonia di canonizzazione. La morte di papa Francesco, avvenuta in quei giorni, portò al rinvio della solenne celebrazione. Nonostante l’imprevisto, il sacerdote e una delegazione dello Stato di San Paolo andarono in pellegrinaggio ad Assisi e visitarono la tomba del giovane. «Abbiamo fatto tante storie e mandato video alla gente di qui. È così che abbiamo creato tutto un carisma attorno a Carlo», ricorda Guilherme. Insieme alla comunità, ha continuato a pregare fino a quando papa Leone XIV ha proclamato ufficialmente la canonizzazione in piazza San Pietro.

Le reliquie custodite nella parrocchia di Pompeia

Oltre alla statua, la parrocchia di Pompeia custodisce ora un reliquiario con ciocche di capelli del santo e frammenti della sua bara. C’è anche un petalo di fiore bianco caduto sulla sua tomba ad Assisi, rimasto intatto per due anni.

Il ragazzo in jeans della piazza dice qualcosa che va oltre la scultura. In un tempo segnato dalla distanza virtuale, mostra che la santità può attraversare le piazze dei piccoli paesi e che il divino abita i gesti più semplici, nel coraggio quotidiano di donare la vita al servizio dell’amore.