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Eutanasia, le due linee opposte della Chiesa: chi si mobilita e chi media

Francia e Italia viaggiano su due fronti diversi: quali sono le attuali posizioni della Chiesa.

Il tema dell’eutanasia è alquanto delicato, ma la Chiesa, da quanto si apprende, starebbe viaggiando su due fronti diversi, in merito a tale argomento. In Francia, nel dettaglio, il Senato ha rigettato l’Art. 4 del disegno di legge in merito a un aiuto “attivo” a morire, che è ritenuto il fulcro su cui si basa la norma sul suicidio assistito.

Il voto solenne avrà luogo il prossimo 24 febbraio 2026 e il dibattito è molto acceso, tant’è che diversi osservatori lo includono in una possibile “rottura a livello antropologico”. In questo contesto, la Conferenza Episcopale Francese non si starebbe limitando a prendere le distanze con prudenza, ma si starebbe esprimendo in modo molto più aperto, parlando chiaramente di “deriva mortifera”, nonché capovolgimenti delle basi etiche.

Il punto su cui si basa la critica è tutto all’interno di una frase:«Non ci si prende cura della vita, dando la morte». In particolare, i vescovi francesi pongono l’accetto sulle possibili conseguenze dell’introduzione dell’eutanasia.

In primis, l’offuscamento dei confini etici che sono pilastri della medicina e si convertirebbe il gesto di uccidere in un modo (paradossale) per curare. Ecco perché i vescovi spingono per introdurre più cure palliative, in grado di accompagnare il paziente al fine vita.

Eutanasia, le linee opposte su cui viaggiano Francia e Italia: cosa sta succedendo

La Francia, per il 20 febbraio 2026, ha indetto una mobilitazione spirituale, ossia una giornata interamente dedicata a preghiera e digiuno.

Eutanasia, le due linee opposte della Chiesa-medjugorje.it

Si tratta di un’iniziativa in comunione con il pontefice Leone XIV. Lo scopo è quello di far sì che le coscienze possano scuotersi, prima del voto definitivo, che avrà luogo il 24 febbraio. Tutto ciò, come riporta Il Timone, andrebbe a cozzare con il modo in cui si starebbe muovendo la CEI, in Italia.

In un’intervista rilasciata a La Stampa, il vicepresidente Francesco Savino ha detto che la legge sull’eutanasia “non è più rimandabile” ed esorta a un dibattito elevato, scevro da ideologie. Una linea di pensiero che apparirebbe volta a evitare che si crei una sorta di caos di norme tra Regioni.

Per quanto concerne la posizione del cardinal Matteo Zuppi, presidente della CEI, nei discorsi ufficiali sostiene la tesi che la risposta alla sofferenza non è il portare alla morte, ma da quanto detto da Savino si potrebbe ipotizzare che tale posizione potrebbe essere generica, poiché lascerebbe spazio per interpretazioni più ampie.

In sostanza, al momento, l’approccio della Chiesa italiana appare più pragmatico rispetto a quello francese. In Francia l’eutanasia è vista come una rottura antropologica, a cui si risponde con spiritualità e dottrina, mentre in Italia più come un fenomeno da legiferare, ma l’obiettivo darebbe più l’idea di gestire il processo rispetto al bloccarlo.

Published by
Anna Di Donato