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Gerusalemme, il Santo Sepolcro chiuso: la Pasqua dei cristiani minacciata dalla guerra

Gerusalemme sta vivendo un momento di grande difficoltà. Il 28 febbraio, i bombardamenti lanciati da Israele e Stati Uniti sull’Iran hanno avuto un impatto anche sul cuore della Città Santa. Per la terza volta, il Santo Sepolcro è chiuso. Questo luogo, che ospita il Golgota e la tomba vuota di Cristo, è il centro della fede cristiana ed è normalmente al centro delle celebrazioni quaresimali e pasquali.

Il Santo Sepolcro chiuso di nuovo: un evento raro e doloroso

La chiusura del Santo Sepolcro è un fatto raro, che ha colpito profondamente la comunità cristiana di Gerusalemme. Solo in altre due occasioni si era verificato un evento simile: durante la pandemia di Covid-19 nel 2020 e durante la “guerra dei dodici giorni” nel 2025, un conflitto che ha visto Israele contrapposto all’Iran. Ma oggi, la chiusura è causata da un’altra guerra, che sta minando la vita quotidiana e spirituale di tanti cristiani.

La tensione cresce nel cuore della Città Santa

In risposta ai bombardamenti israeliani e americani, il regime iraniano ha lanciato missili in diverse aree del Medio Oriente, colpendo principalmente basi statunitensi e israeliane. Sebbene il sistema di difesa missilistico abbia evitato che molti di questi raggiungessero gli obiettivi, i detriti sparsi sono stati ritrovati anche vicino ai luoghi sacri, tra cui il Santo Sepolcro. La situazione in città è tesa, e i cristiani locali vivono questa incertezza con dolore, mentre il loro luogo più sacro rimane inaccessibile.

Il Cardinal Pierbattista Pizzaballa

La preoccupazione per le celebrazioni pasquali

Nonostante la chiusura, la vita liturgica all’interno del Santo Sepolcro prosegue, grazie alla presenza di comunità religiose greco-ortodosse, francescane e armene che continuano a celebrare le funzioni. Tuttavia, la partecipazione di religiosi esterni è ridotta. Ogni anno, le solenni celebrazioni del Patriarca latino, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, che si svolgono ogni sabato di Quaresima, sono state annullate. La grande preoccupazione ora è rivolta alla Settimana Santa e alla Pasqua, che rappresentano il culmine dell’anno liturgico cristiano.

Un’inedita riduzione delle liturgie pasquali

Le celebrazioni pasquali a Gerusalemme sono un momento di grande spiritualità. La processione della Domenica delle Palme, che parte dal Monte degli Ulivi per arrivare al Santo Sepolcro, e la cerimonia del Fuoco Pasquale, che segna la Veglia Greca, sono tradizioni che radicano i cristiani di Gerusalemme nel mistero pasquale. Ma quest’anno, come accaduto nel 2020, la possibilità che queste liturgie siano ridotte sembra sempre più concreta. I cristiani di Gerusalemme si preparano a vivere una Pasqua segnata dalla sofferenza, dalla chiusura di uno dei luoghi più sacri del cristianesimo e da una crescente incertezza sulla sicurezza.

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Redazione