Gesù è veramente morto il 3 Aprile 33 d.C. alle 15:00? Gli indizi sul suo giorno e la sua ora esatti

Ogni anno, il Venerdì Santo porta con sé una riflessione sulla morte di Gesù. Ma è davvero possibile determinare con precisione il giorno e l'ora della sua morte? Ogni anno, il Venerdì Santo porta con sé una riflessione sulla morte di Gesù. Ma è davvero possibile determinare con precisione il giorno e l'ora della sua morte?
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Ogni anno, il Venerdì Santo porta con sé una riflessione sulla morte di Gesù. Ma è davvero possibile determinare con precisione il giorno e l’ora della sua morte? Quest’anno, molti sui social media sembrano convinti che Gesù sia morto il 3 aprile alle 15:00. Ma cosa c’è di vero in questa affermazione? E quali sono gli elementi che ci permettono di avvicinarci alla verità?

I fattori storici che ci aiutano a datare la morte di Gesù

La questione non è semplice e non possiamo fare affermazioni definitive. Tuttavia, alcuni indizi storici e biblici ci permettono di tracciare una finestra temporale abbastanza precisa. Il noto apologeta cattolico Jimmy Akin ha dedicato uno studio approfondito a questo tema, cercando di individuare, con la giusta umiltà, una data e un’ora verosimili. Akin, infatti, propone che Gesù potrebbe essere morto il 3 aprile del 33 d.C., intorno alle 15:00. Ma come arriva a questa conclusione?

Caifa e Ponzio Pilato: i protagonisti storici

Prima di tutto, Akin guarda alle figure chiave dell’epoca. I Vangeli raccontano che Gesù fu condannato sotto il sommo sacerdote Caifa (Matteo 26:3-4; Giovanni 11:49-53). Fonti storiche ci dicono che Caifa ricoprì la carica dal 18 al 36 d.C., il che restringe la finestra temporale in cui la crocifissione di Gesù potrebbe essere avvenuta.

Anche Ponzio Pilato, il governatore romano, è una figura fondamentale in questo contesto. Tutti e quattro i Vangeli sono concordi nel dire che fu lui a ordinare la crocifissione di Gesù (Matteo 27; Marco 15; Luca 23; Giovanni 19). Pilato governò la Giudea dal 26 al 36 d.C., un altro indizio che aiuta a circoscrivere l’arco temporale in cui la morte di Gesù potrebbe essersi verificata.

Il “quindicesimo anno di Tiberio”

Un altro elemento di datazione si trova nel Vangelo di Luca, dove si dice che Giovanni Battista iniziò a predicare “nel quindicesimo anno del regno di Tiberio Cesare” (Luca 3:1-2). Questo anno corrisponde all’incirca al 29 d.C., e considerando che Gesù iniziò la sua predicazione dopo Giovanni, la sua morte dovrebbe collocarsi tra il 29 e il 36 d.C.

Gesù iniziò il suo ministero intorno ai 30 anni

Secondo il Vangelo di Luca, Gesù iniziò il suo ministero pubblico “intorno ai 30 anni” (“osei eton triakonta” in greco), il che ci fornisce un ulteriore indizio cronologico. Gesù predicò per circa tre anni, il che ci porta a collocare la sua morte verso il 33 d.C. Questo dato aiuta a confermare la probabile datazione della sua crocifissione, che quindi si allinea con gli altri indizi storici e biblici.

Pilato governò la Giudea dal 26 al 36 d.C., un altro indizio che aiuta a circoscrivere l'arco temporale in cui la morte di Gesù potrebbe essersi verificata
Gesù nel pretorio

Il giorno della preparazione: il venerdì

I Vangeli ci dicono che Gesù morì nel “giorno della preparazione”, ovvero il giorno prima del sabato (Marco 15:42; Luca 23:54). Secondo la tradizione ebraica, questo significa venerdì, il giorno in cui si preparano tutte le cose per il riposo del sabato. Questo restringe ulteriormente la data della morte di Gesù a un venerdì.

La Pasqua ebraica

Un altro indizio importante è legato alla Pasqua ebraica, che è direttamente connessa alla morte di Gesù. I Vangeli infatti collegano la sua Passione alla celebrazione della Pasqua (Matteo 26:2; Marco 14:1; Luca 22:1; Giovanni 18:39). Se allineiamo il calendario ebraico con le date astronomiche, solo due anni, il 30 d.C. e il 33 d.C., corrispondono a una Pasqua che inizia di venerdì sera, come richiesto dalla tradizione ebraica. Questo riduce ulteriormente le possibilità, lasciando il 3 aprile 33 d.C. come una delle date più probabili.

Il ministero di Gesù e il Vangelo di Giovanni

Il Vangelo di Giovanni ci offre un ulteriore indizio: menziona tre diverse celebrazioni della Pasqua durante il ministero di Gesù (Giovanni 2:13; 6:4; 11:55). Questo implica che Gesù predicò per almeno due anni. Se la sua predicazione iniziò nel 29 d.C., questo rende la data del 30 d.C. meno probabile, e ci porta a preferire il 33 d.C. come anno della sua morte.

La nona ora: l’ora della morte

Infine, c’è un altro elemento fondamentale: l’ora della morte. I Vangeli ci dicono che Gesù morì intorno alla “nona ora” (Matteo 27:45-50; Marco 15:34-37; Luca 23:44-46), che corrisponde a circa le 15:00 nel nostro conteggio del tempo moderno. Questo dettaglio ci fornisce una finestra temporale precisa per il momento della sua morte.

Cosa significa per il Venerdì Santo?

Quindi, quando il Venerdì Santo coincide con il 3 aprile, come quest’anno, molti sono giustamente emozionati e sentono di poter celebrare l’evento in modo ancora più profondo. Se la data e l’ora proposta da Akin sono corrette, il Venerdì Santo diventa un’opportunità unica per ricordare non solo il sacrificio di Gesù, ma anche per riflettere sulla sua morte in modo preciso e storico.