Una giovane ragazza ha scelto di consacrare la sua esistenza a Dio e svela il segreto per combattere le tentazioni.
Doroteja Bizant è una giovane slovena che ha deciso di dedicare la sua vita a Dio. Nel 2022, infatti, ha scelto di entrare nel convento delle Suore Francescane Missionarie di Maria, in Polonia. Cresciuta in una famiglia numerosa, Doroteja matura, in modo graduale, la vocazione religiosa.
Sin da quando era piccola, il rapporto di questa giovane con Dio cresce su un piano di grande profondità. Lei, vissuta in campagna, ha sentito molto il contatto natura-Creazione. Ma il desiderio di diventare suora affonda le sue radici in una serata particolare, da adolescente.
Doroteja aveva preso parte a una Messa con suo nonno. Mentre si teneva l’Adorazione Eucaristica, sentì che qualcosa in lei, stava cambiando improvvisamente. Lei, che fino a quell’istante desiderava sposarsi, incontrando l’amore della sua vita. «Ho capito subito che si trattava della vita religiosa», spiega in un’intervista con Aleteia Slovenia.
Quella sensazione si instilla fortemente in lei, scuotendo tutto il suo mondo interiore. Si prende del tempo, va all’università, e poi sceglie la vita religiosa. «Quando guardo indietro, vedo che Dio ha semplicemente operato dentro di me. Sono stati anni a Nazareth, come quelli di Gesù, Maria e Giuseppe: invisibili, silenziosi, ma non sprecati».
Giovane suora svela il modo per combattere le tentazioni
Ed è così che Doroteja si è trasferita in Polonia, tra le Francescane Missionarie di Maria. «Conoscendomi bene, sapevo di non voler entrare a far parte di una congregazione di clausura, ma piuttosto di una comunità apostolica attiva con una dimensione missionaria».

Ad oggi, Doroteja è una novizia e per lei, questo periodo è importante per formarsi, cercare il Signore. La sua vita è caratterizzata da momenti di silenzio e dalla disconnessione dal mondo. Senza pc o cellulare, pochi contatti con i familiari, in modo che la vocazione cresca, si rafforzi.
Doroteja sta facendo un tirocinio di 4 mesi in una comunità in cui le suore si prendono cura di bimbi, facendo fare loro molte attività. «La maggior parte di loro proviene da famiglie distrutte. Non hanno nessun altro posto dove andare, sia perché i genitori lavorano, sia perché provengono da famiglie monoparentali».
La giovane novizia vive lontano dalla sua famiglia, e «questa transizione è stata dura per me perché provengo da una famiglia molto unita, dove amiamo trascorrere il tempo insieme. I primi mesi qui non capivo nulla e mi sentivo sola. Ma ogni giorno mi sentivo sempre più a casa».
Doroteja combatte la nostalgia di casa pregando:«Ogni volta che questa sensazione mi travolge, torno all’essenziale: l’Adorazione, il momento in cui Gesù mi ha chiamata nell’Eucaristia. Questo mi aiuta molto». Quando le è stato chiesto se avesse il desiderio di sposarsi o avere figli, lei ha spiegato che le è venuto solo quando era giunta in convento.
«Non si trattava di amore, ma piuttosto di un sentimento di rimpianto per tutto ciò che rischiavo di perdermi. Ho capito che il diavolo non voleva che diventassi suora. Queste tentazioni sono ancora lì» e quando arrivano, bisogna difendersi con l’Adorazione, perché è lo strumento che ha maggior potenza. «Questi pensieri possono essere molto forti e, essendo umana, posso impantanarmi così profondamente che è difficile uscirne. Nell’adorazione, riesco a interromperli e a tornare alla fonte, a Dio e all’origine della mia vocazione», ha chiosato la giovane novizia.