La chiesa di Nostra Signora d'Arabia diventa basilica minore - medjugorje.it
La chiesa di Nostra Signora d’Arabia, in Kuwait è diventata basilica minore: a presiedere la cerimonia in cui è avvenuta la proclamazione, il card. Parolin.
In qualità di Segretario di Stato, il card. Pietro Parolin lo scorso venerdì 9 gennaio ha presieduto la cerimonia di proclamazione formale della chiesa di Nostra Signora d’Arabia ad Ahmadi, in Kuwait come basilica minore. Si tratta di un importante riconoscimento che ha risvolti anche politici per quanto riguarda i legami tra il Paese e la Santa Sede, che in questo modo si sono rafforzati significativamente.
La chiesa di Nostra Signora d’Arabia, ora basilica minore, è la più antica chiesa cattolica nello Stato del Kuwait e nella regione del Golfo Arabico. Originariamente fu costruita come cappella nel 1948 e successivamente fu edificato quello che corrisponde all’attuale edificio, costruito con i doni di benefattori locali.
Il titolo di basilica minore è stato conferito da Papa Leone XIV il 28 giugno 2025, in riconoscimento del suo significato storico e spirituale nel Golfo Arabico. Durante la visita in Kuwait in occasione di questa proclamazione a basilica minore il card. Parolin ha avuto anche un incontro ufficiale con lo sceicco Ahmad Abdullah Al-Ahmad Al-Sabah, primo ministro del Kuwait.Un comunicato stampa ha evidenziato che il Kuwait riafferma inquesta occasione “i suoi principi di rispetto reciproco e coesistenza pacifica tra le religioni”.
Posta come modello di preghiera, per la vita liturgica e per la comunione ecclesiale, la basilica di Nostra Signora d’Arabia si appresta a diventare meta di pellegrinaggio per i cattolici di tutta l’aera del Golfo. Ma non solo: questo luogo sacro costituirà anche un elemento simbolico di dialogo e di rispetto reciproco.
Inoltre, con l’elevazione a basilica minore, è stata data anche un’importante concessione: i fedeli che lì si recheranno potranno ricevere in alcuni giorni prestabiliti, l’indulgenza plenaria, sempre alle consuete condizioni stabilite dalla Chiesa e cioè previa Confessione, partecipazione alla Santa Messa e ricezione della Comunione e preghiera di un Pater, Ave, Gloria, secondo le intenzioni del Santo Padre.
I rapporti di amicizia e di cooperazione tra La Santa Sede e lo Stato arabo sono stati così rafforzati e questo costituisce un evento molto importante e significativo in un’ottica di pace profonda e autentica. C’è da considerare che il Il Kuwait è stato il primo Paese del Golfo a stabilire relazioni diplomatiche con il Vaticano.
L’importanza che questa elevazione a basilica minore riveste è relativa anche al fatto che ciò avviene per la prima volta. Non era mai accaduto infatti, che un titolo di questo topo viene concesso ad una chiesa che si trova all’interno della Penisola Arabica.
Ciò fa comprendere come l’evento sia di importanza storica, oltre che certamente spirituale e pastorale. La basilica di Nostra Signora d’Arabia è pertanto considerata la “chiesa madre” di tutti i cattolici del Kuwait. Questo elemento, già presente da diverse generazioni, sarà ancor più forte adesso e la chiesa continuerà ad accogliere i fedeli di vari