Il commovente appello dei bambini nei conflitti ai produttori di armi-medjugorje.it
I bambini che vivono in aree di guerra scrivono ai fabbricanti di armi, chiedendo di fermarle. Cosa è successo
«La guerra è l’unico gioco in cui entrambe le parti perdono», scriveva l’autore scozzese Walter Scott in una sua opera, ed è proprio così. I conflitti sono una sconfitta per l’umanità e un trauma indicibile per tutti coloro che li vivono. La guerra è violenza, disumanità, devastazione fisica e morale.
In questo terribile contesto, i bambini ne sono coinvolti e travolti, spaventati, impotenti. Un libro dà voce alle loro sofferenze, ai loro pensieri più profondi, ed è in uscita, edito da Piemme-Il Battello a Vapore, il 19 febbraio 2026. Il titolo è Lettere dei bambini ai fabbricanti di armi, a cura di Arnoldo Mosca Mondadori, Anna Pozzi e Cristina Castelli.
Si tratta di un testo che raccoglie missive scritte dai bambini che vivono in aree di guerra e che fanno un appello ai fabbricanti di armi, affinché ne stoppino la produzione.
Ad oggi, in tutto il mondo, 50 guerre sono in corso, ma quelle più note alle cronache sono Gaza e Ucraina. Tuttavia, i conflitti continuano a perpetrarsi anche in luoghi come la Repubblica Democratica del Congo, il Myanmar o il Sud Sudan. Le statistiche parlano di 500 milioni di bambini coinvolti in queste guerre (che sia o meno in maniera diretta).
Chiaramente, si tratta di traumi che li segnano profondamente, tra bombardamenti, fame, morte, devastazione, privazioni gravissime e lutti familiari.
Nel libro, come detto, sono raccolte lettere scritte dai bimbi, che fanno sentire, senza filtri, la propria voce.
Il piccolo Karim, 9 anni, di Gaza, fa un accorato appello:«Voglio solo dire di smettere di fabbricare le armi, per favore fermate le armi». O ancora, Rebecca, 13 anni, che vive in Sud Sudan:«Quando è scoppiata la guerra non sapevamo come fare per non morire di fame. Sono molto stanca di chi produce le armi e di questa mia vita».
Si tratta di lettere che esprimono dolore e chiedono a gran voce la pace. La presentazione del libro in oggetto è avvenuta all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Al tempo, Papa Francesco aveva supportato molto la redazione di questo volume, approvandone l’idea dopo che Mondadori lo aveva informato del progetto.
Il testo è anche ispirato alla storia di Vito Alfieri Fontana, ex produttore di armi che cambiò tutta la sua esistenza quando suo figlio gli domandò se fosse un assassino. Durante la presentazione il cardinal Tolentino de Mendonça ha rammentato che, come diceva Papa Francesco, «i bambini sono maestri. E pure io penso che i più piccoli abbiano un enorme potenziale di saggezza che deve essere ascoltato. Questi bambini sono testimoni di violenza, guerra, povertà e disuguaglianza soprattutto educativa. Il mondo ha bisogno di nobiltà che nasca dai cuori dell’uomo. E la voce dei bambini è in grado di raggiungere il cuore della società».