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Il rumore della vita

Sono fra gli argomenti più scottanti, di cui non si parla sempre con piacere o, peggio, non se ne parla mai troppo abbastanza: eppure sono argomenti di forte discussione. Stiamo parlando di aborto e morte assistita.

Una sorta di “due campane“, come in molti le definiscono, che suonano quasi sempre, in alcuni casi anche all’unisono. C’è chi si chiede se, mai, una delle due potrà smettere di suonare, se entrambe oppure se possano mai esserci delle regole giuste ed eque per tutti capaci di regolarle.

Sta di fatto che, nelle diverse regioni d’Italia, suonano diversamente e non sempre con la stessa melodia. Cerchiamo di capire insieme.

La vita: quanto è importante davanti alla legge?

Parlare di aborto da un lato, quanto anche di suicidio assistito dall’altro, non è sempre facile. C’è chi si nasconde dietro la bandiera del “non mi pronuncio in merito” e chi, invece e anche giustamente, vorrebbe capirci qualcosa in più prima di esprimere una propria opinione favorevole o contraria. Ciò che conta, sempre, è essere bene informati sull’argomento e, come si suol dire, “non ascoltare solo una campana“, ma entrambe.

Al momento, le Regioni italiane, nelle loro legislazioni, non hanno una linea comune. A fare chiarezza, in alcuni casi, è stata la Consulta che ha affermato con chiarezza una troppa invadenza da parte delle stesse regioni in materia: il suicidio assistito non è materia su cui le Regioni possano giocare in autonomia. C’è stata una sentenza della Corte Costituzionale nel 2025 che dava la possibilità alle Regioni di occuparsi di questioni di carattere organizzativo, ma non di entrare nei meriti di accesso al fine vita.

La campana della vita e quella della morte – www.medjugorje.it

La regione Toscana è stata una delle prime regioni a trovarsi davanti a questa situazione, ma il discorso non fa riferimento ad una sola regione ma, bensì, ne fa un discorso generale: le Regioni possono occuparsi di organizzazione sanitaria, non stabilire criteri di accesso alla morte assistita. Insomma, la parte più importante della decisione tocca, comunque, allo Stato. Non è una questione di libertà ma di prudenza. Davanti ad una sentenza di questo tipo, c’è un’altra e non metaforica campana.

Quella esposta dalla diocesi di Ventimiglia – Sanremo, durante i “40 giorni per la vita”, per dare ricordo a tutti i bambini mai nati: è una campana che non accusa, non giudica, non condanna. Ricorda soltanto un elemento importante: la vita è vita fin dal concepimento. In entrambi i casi presentati, si parla di vita, al suo inizio ed alla sua fine. E devono esserci delle leggi che le regolino con attenzione, per evitare che si devi il discorso su binari diversi da quelli dell’etica e della morale.

Published by
Rosalia Gigliano