Isak Andreas Langmo, giovane saltatore norvegese, ha fatto sapere di voler diventare sacerdote una volta terminata la carriera sportiva.
Nei mesi invernali sono tanti gli appassionati di sport che non si perdono nemmeno un minuto delle gare della Coppa del Mondo di sci alpino. Inoltre a febbraio prenderanno il via anche le Olimpiadi di Milano-Cortina: tra le specialità di questi Giochi ci sarà anche il salto con gli sci, che vedrà tra i protagonisti Isak Andreas Langmo.
Il giovane saltatore norvegese è salito agli onori delle cronache non solo per i suoi risultati in pista, ma anche per la sua sincera intenzione di diventare sacerdote al termine della sua carriera sportiva. Nel podcast norvegese På trua laus l’atleta nordico ha dichiarato apertamente di aver vissuto una trasformazione personale dopo i Campionati del Mondo Juniores, sentendosi a un bivio: continuare la sua vita senza fede o tornarci e iniziare a considerare una vita al di là dello sport.
Langmo afferma di aver deciso di tornare alla sua fede, manifestandola chiaramente. Sui suoi scarponi da salto con gli sci è scritto un frammento del Salmo 23: “Il Signore è il mio pastore…“. Il 21enne ha ereditato la fede della sua famiglia, che lo ha aiutato a superare la paura delle rampe alte e a migliorare i suoi salti.
“Dio si è rivelato a me come portatore di speranza e amore”
Oggi Langmo è un ottimo saltatore, ma oltre all’attività sportiva ha anche iniziato a studiare presso la Facoltà di Teologia di Trondheim. L’atleta norvegese afferma che da quando ha deciso di seguire il cammino della fede e di approfondire il suo rapporto con Gesù e Dio, le sue giornate sono diventate più luminose: “Ho sentito di poter vedere il legame tra impegno sportivo, istruzione e fede in Dio. So che non lo capirò mai del tutto. Ma Dio si è rivelato a me come portatore di speranza e amore, e voglio essere una luce per gli altri“.

E’ capitato anche ad altri atleti di decidere di passare dall’attività sportiva al sacerdozio. Il calciatore nordirlandese Philip Mulryne, ad esempio, ha abbandonato il campo da calcio per l’altare.
In un’intervista rilasciata al sito Aleteia.org è stato proprio Mulryne a chiarire che nonostante avesse giocato al fianco di David Beckham (era cresciuto nelle giovanili del Manchester United), quella vita non lo rendeva felice. Per questo ha deciso di prendersi una pausa dal calcio professionistico: un periodo che gli è stato fondamentale per capire che Dio lo stava chiamando al sacerdozio.