La fede di Zurbriggen, medaglia d’oro alle Olimpiadi: “E’ la mia grande forza”

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La fede di Zurbriggen, medaglia d'oro alle Olimpiadi: "E' la mia grande forza" - Medjugorje.it (Screen YouTube K-TV Katholisches Fernsehen)
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Pirmin Zurbriggen, medaglia d’oro a Calgary 1988, ha parlato della sua grande fede in Dio: “E’ la base di tutto”.

Alle Olimpiadi di Milano-Cortina sono 175 gli atleti svizzeri in gara: tra questi ci sono i noti e temibili Marco Odermatt (attuale leader della classifica generale di Coppa del Mondo), Loic Meillard e Camille Rast, anche se le prime medaglie d’oro sono arrivate grazie a Franjo Von Allmen, trionfatore nella discesa libera maschile e poi anche nella combinata a squadre maschile con Tanguy Nef. Mathilde Gremaud ha poi regalato la terza gioia agli elvetici nella slopestyle di freestyle.

Risultati che ovviamente non stupiscono: la tradizione svizzera alle Olimpiadi invernali è di lungo corso e in passato tanti atleti sono riusciti a regalare soddisfazioni immense ai tifosi elvetici. Un esempio è Pirmin Zurbriggen, campione olimpico nella discesa libera a Calgary 1988 e vincitore anche della medaglia di bronzo nello slalom gigante negli stessi Giochi invernali.

Oggi Zurbriggen, che in carriera ha vinto anche quattro Coppe del mondo generali, otto di specialità e nove medaglie mondiali, ha 63 anni e gestisce un hotel a Saas-Almagell, un villaggio di poche centinaia di abitanti tra le montagne che circondano la valle Saastal, nei pressi del lago Mattmark. Nonostante le tante vittorie Zurbriggen crede che alla base di tutto ci sia la fede: “È la ragione, la spiegazione di molte cose“, ha detto il campione rossocrociato in una bella intervista rilasciata a Francesco Muratori di Radiotelevisione Svizzera.

Zurbriggen e il segno della croce degli atleti italiani: “Un gesto fortissimo”

Per me la forza, la base, è la famiglia – ha aggiunto la medaglia d’oro a Calgary 1988 – È lì che si trova il fondamento: capisci perché sei dove sei, se tieni duro o se cedi, se le cose vanno bene o male. Tutto dipende dalle persone che ti circondano“. Zurbriggen ha poi confessato di aver conosciuto la fede già all’età di 15-16 anni e di averla coltivata assieme al suo percorso sportivo.

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Zurbriggen e il segno della croce degli atleti italiani: “Un gesto fortissimo” – Medjugorje.it (Screen YouTube SkiActu)

Ho capito che poteva essere una grande forza, anche per alleggerire la pressione“, le sue parole a RSI. Proprio la grande fede in Dio gli ha permesso di gestire nella maniera giusta i successi e anche di affrontare al meglio i momenti difficili, tra cui gli infortuni e la fase successiva al ritiro. “Anche nelle grandi competizioni, come i Mondiali o le Olimpiadi – racconta lo svizzero ci capitava qualche volta di avere la fortuna di partecipare a una messa, magari di un’ora. È successo a Crans-Montana, a Bormio, perfino a Calgary“.

Zurbriggen rivela poi a Radiotelevisione Svizzera la sua gioia nel vedere che ancora oggi ci sono giovani atleti a cui la fede sta molto a cuore: “Ci sono giovani austriaci, svizzeri, tedeschi che iniziano a parlare di questi temi, fanno piccoli libretti che distribuiscono agli atleti. Lo trovo molto bello, è una forza che continua a circolare“. Infine un elogio anche agli atleti azzurri: “Ho visto molti italiani fare il segno della croce prima di partire: l’ho sempre trovato un gesto fortissimo. Io non riuscivo, perché in quel momento pensavo solo alla pista, alla gara“.