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La fede è più forte della malattia: una storia di preghiera e conversione

Una storia che prende il cuore e che colpisce per la sua forza e la sua tenacia. Protagonista è una mamma che, da anni, sta combattendo contro il cancro.

Una malattia che non perdona, e che certe volte non lascia nemmeno scampo ma, per questa donna, la fede ha rappresentato il suo punto fermo, la sua stabilità e, anche la forza per continuare e alla quale affidare la sua famiglia.

Una forza che lei stessa nemmeno sapeva di avere dentro di se ma che la preghiera e Dio stesso le stanno facendo riscoprire a poco a poco. Conosciamola insieme.

Edyta: dalla malattia alla forza della fede

Una malattia che era stata messa da parte, sconfitta, per 13 anni. Durante questo periodo così difficile per la propria vita, questa donna ha imparato a conoscere di più, e sempre più a fondo, Dio. Lei, che la guarigione non l’ha mai vista solo come un miracolo ma come una vera e propria volontà di conoscere Dio sempre di più e come forse lei stessa nemmeno sapeva. Ma quando, ad oggi, la malattia ha fatto nuovamente visita al suo corpo, è stato sì uno shock, ma anche un momento nel quale pensare e fermarsi.

La Provvidenza che, forse, vuole dirle qualcosa? O una lezione alla quale lei stessa non era preparata? Diverse sono le domande che Edyta, una giovane mamma di 43 anni, si è posta. “I bambini hanno perso il padre, ora il cancro vuole portarsi via la madre” – è una delle frasi che, quando racconta la sua storia, Edyta ripete. Una donna che, però, ha una visione chiara e concreta davanti a se e che non sfugge alla disperazione.

La conversione e la forza della preghiera – www.medjugorje.it

Il peso della malattia non le aveva tolto la capacità di amare, ma anzi l’aveva approfondita. Sin da bambina, anche seguendo l’esempio di sua zia che era una catechista, Edyta ha sempre cercato Dio, perchè le insegnasse a vedere il Suo amore e ad amare con saggezza e profondità. Il suo primo pellegrinaggio in un luogo santo l’ha completamente cambiata, tanto che al suo rientro nessuno la riconosceva più. L’altro cambiamento è stato rappresentato da David, un inserviente incontrato durante un secondo pellegrinaggio.

Allora ho iniziato a esplorare l’importanza di costruire relazioni: l’importanza dei legami e della vicinanza” – ha raccontato. Ma è stato durante la gravidanza del suo secondo figlio che a Edyta è stato diagnosticato un cancro al seno, con metastasi e per questo ha dovuto sottoporsi a chemioterapia: “All’inizio ho letto molto su questa malattia. C’erano paura e lacrime. I medici mi davano due mesi di vita. Mi hanno suggerito l’aborto, cosa assolutamente fuori questione per noi. E poi è emersa in me una forte fede: Dio poteva superare queste difficoltà. Basta con la paura e le lacrime! Niente è impossibile a Dio!” – ha spiegato.

La preghiera costante, sua e di suo marito, la nascita del figlio e la guarigione: “Sono guarita. Ho dato alla luce un figlio, che è nato in condizioni relativamente buone, considerando le dosi di chemioterapia che ho dovuto assumere durante la gravidanza. E ho concepito un altro bambino, cosa praticamente impossibile dopo un trattamento oncologico così intenso“. La tensione interiore sì, ma anche una forte crescita spirituale.

Published by
Rosalia Gigliano