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La Madonna della Provvidenza: il sacro quadro e la fonte d’acqua

Diverse sono le devozioni sparse per tutta l’Italia che riguardano la Vergine Maria, come sono diversi anche gli appellativi che le vengono dati. Ogni territorio, ogni paese, ogni città è devoto a “una Madonna” in particolare.

A Palermo, nella chiesa di San Giuseppe dei Teatini, c’è un quadro al quale il popolo è pienamente e completamente devoto, ed è quello della Madonna della Provvidenza. Questo quadro è giunto in Sicilia in condizioni straordinarie.

Una storia molto particolare che vale la pena di conoscere per comprendere al meglio quali siano le varie devozioni sparse per il nostro paese.

Un quadro che attira, ogni anno, tantissimi fedeli

La Sicilia non è solo Santa Rosalia, Sant’Agata e Santa Lucia: la fede in questo territorio e più radicata che mai e riaffiora anche attraverso quelli che sono momenti liturgici che vale sempre la pena di conoscere, anche dal punto di vista storico oltre che spirituale. Quando si pensa al festino di Santa Rosalia, lo si ricollega immediatamente alla città di Palermo, ma non è la sola ad essere venerata e festeggiata nel capoluogo. La Madonna della Provvidenza, festeggiata proprio nel mese di gennaio, vede la devozione a lei nascere agli inizi del XVII secolo ed è legata alla splendida chiesa di “San Giuseppe dei Teatini”.

I monaci di San Gaetano (i teatini) arrivarono a Palermo nel 1602. Ma perchè proprio quest’anno? In quell’anno si trovava a Palermo un monaco teatino di origine napoletana, Vincenzo Scarpato, devoto alla Madonna dell’Arco che si venera in Campania. A questo monaco, sant’Andrea Avellino, anche lui teatino, confidò: “Troverai a Palermo la tua Madonna dell’Arco“. Un giorno, per strada, incontrò un vecchietto che gli consegnò un involucro, con all’interno un dipinto: “Tieni, fratello Vincenzo, questo quadro, custodiscilo con rispetto e venerazione. Farà tante grazie e molti verranno a fargli visita anche da lontano“.

Il miracolo dell’acqua e i padre teatini – www.medjugorje.it (photo: acistampa)

Aprendo quell’involucro, frà Vincenzo trovò l’immagine sacra di una Madonna, con la corona sul capo e Gesù Bambino con un melograno in mano. All’atto del rialzare gli occhi per ringraziare il donatore, Vincenzo non trovò più nessuno. Immediatamente la notizia divenne di dominio pubblico e molti iniziarono a pensare che il misterioso donatore fosse stato proprio San Giuseppe. All’inizio, il particolare quadro fu dato in consegna alla confraternita della Sciabica e nel 1645 fu trasportato solennemente nella cripta di San Giuseppe dei Teatini.

Qualcosa di molto particolare accadde nel pomeriggio del 7 gennaio 1668, che era di mercoledì, giorno tradizionalmente dedicato alla devozione a San Giuseppe. Il padre superiore dell’ordine scoprì che, sotto il quadro della Madonna della Provvidenza, era nata una sorgente d’acqua, che venne benedetta otto giorni più tardi. Ancora oggi, come tanti secoli addietro, la festa cade la seconda domenica dopo l’Epifania, a ridosso del giorno in cui fu benedetta la fonte.

Published by
Rosalia Gigliano