Un voto in Parlamento rischia di cambiare il panorama della libertà religiosa in Canada. Con 186 voti favorevoli e 137 contrari, è stato approvato un disegno di legge che potrebbe mettere in pericolo la libertà di esprimere la propria fede, specialmente per chi cita la Bibbia. Il Bill C-9, meglio conosciuto come il Combatting Hate Act, si propone di combattere l’odio, ma potrebbe portare a conseguenze inaspettate e preoccupanti, specialmente per la comunità cristiana.
Il Bill C-9 e la libertà di espressione religiosa
Il provvedimento, in particolare, sembra mirare a limitare la possibilità di citare pubblicamente passi biblici che trattano tematiche come l’omosessualità e il genere. In pratica, chi dovesse esprimersi su questi temi utilizzando la Bibbia rischia di trovarsi in difficoltà con la legge, con la possibilità di incorrere in sanzioni anche penali. La minaccia di una pena detentiva è reale, nonostante alcuni tentativi di minimizzare l’effetto di questa legge. Ma non è ancora detta l’ultima parola: il Bill C-9 dovrà passare il vaglio del Senato canadese prima di diventare legge. Tuttavia, le preoccupazioni restano.
Le dichiarazioni di Marc Miller e il rischio di persecuzione
Le parole del deputato Marc Miller, all’epoca presidente della Commissione giustizia della Camera dei Comuni, sono state chiare: citando passi biblici, come quelli tratti dal Levitico o dalla Lettera ai Romani, ha affermato che si tratta di testi che “contengono odio“. Queste dichiarazioni, fatte proprio mentre il Bill C-9 veniva esaminato, lasciano poco spazio ai dubbi: sembra che l’intento del legislatore canadese sia quello di limitare le espressioni religiose che non si allineano con la visione ufficiale in tema di sessualità.
Le preoccupazioni della Chiesa cattolica canadese
Questa situazione ha allarmato diverse realtà religiose in Canada. La Conferenza episcopale canadese ha già manifestato preoccupazione per le potenziali limitazioni alla libertà religiosa, un tema che sta sollevando molto dibattito nel paese. Anche il cardinale di Toronto, mons. Frank Leo, ha sottolineato i rischi di una legge che potrebbe compromettere il diritto dei cristiani di esprimere liberamente la propria fede, soprattutto in ambito pubblico.

La posizione della Catholic Civil Rights League
Anche la Catholic Civil Rights League (CCRL) ha espresso il proprio dissenso, ricordando che, sebbene siano da condannare ogni forma di odio e antisemitismo, la nuova legge potrebbe avere conseguenze negative per chi esprime convinzioni religiose legate alla morale cristiana. La Ccrl ha ribadito che l’insegnamento della Chiesa sulla sessualità non dovrebbe essere oggetto di persecuzione, nemmeno nel contesto di una legge che si propone di fermare l’odio.
Il dibattito continua: la fede cristiana sotto minaccia?
Mentre il ministro della Giustizia Sean Fraser, che ha promosso la legge, cerca di rassicurare i cittadini dicendo che la nuova legge non criminalizzerà la fede, il dibattito continua. Le sue parole non sembrano però aver tranquillizzato chi teme che questo disegno di legge possa limitare gravemente la libertà di espressione religiosa.
Cosa comporta tutto ciò nella vita quotidiana di un cristiano? Il rischio di dover fare attenzione a come si esprime la propria fede in pubblico, temendo che anche una semplice citazione della Bibbia possa portare a problematiche legali. Questo non è un fenomeno isolato, e ciò che accade in Canada potrebbe avere delle ripercussioni anche in altri paesi. Il fatto che il dibattito su un simile provvedimento stia prendendo piede in diverse democrazie occidentali è un segnale che, purtroppo, non possiamo ignorare.