Il beato Gabriele Maria Allegra si espresse molto chiaramente sul titolo di ‘Corredentrice’ per la Vergine Maria.
La recente posizione ufficiale della Chiesa cattolica ha chiarito che Maria non è ‘corredentrice’ e pertanto questo titolo per la Vergine è inappropriato. Tuttavia quanto espresso dal Dicastero vaticano lo scorso novembre ha suscitato in questi mesi un certo dibattito, tra chi sostiene la posizione della Chiesa e chi invece ritiene che il titolo ‘Corredentrice’ permetta di comprendere a pieno il ruolo di Maria.
Coloro che sono contrari alla revoca di questo titolo fanno spesso notare che in passato alcuni Papi, tra cui Giovanni Paolo II, hanno utilizzato il termine sottolineando la collaborazione di Maria. Lo stesso ha fatto il beato Gabriele Maria Allegra (1907-1976), frate minore missionario beatificato da Benedetto XVI il 29 settembre 2012, famoso soprattutto per aver tradotto tutta la Bibbia in lingua cinese.
Gabriele Maria Allegra chiese e ottenne che negli Statuti dello Studio Biblico di Pechino venisse indicata la nota chiaramente mariana della missione dei Padri Francescani: una dimostrazione lampante della totale devozione del frate francescano per la Vergine Maria. Il beato aveva molto caro il titolo di ‘Corredentrice’ per Maria, evidenziando spesso l’appartenenza della Vergine all’unico piano divino che ha decretato l’Incarnazione del Verbo.
Maria è ‘Vergine fatta Chiesa’: da San Francesco al beato Gabriele Allegra
In più Allegra poneva l’accento su quel ruolo di mediazione di tutte le grazie che Maria assume dal momento dell’Assunzione: “L’azione santificatrice della Chiesa è la continuazione della materna mediazione di Maria. Assistendo come Corredentrice al sacrificio della Croce, Ella è inseparabile dalla rinnovazione di questo sacrificio, che si attua nella Messa“.

Il beato riprendeva poi quanto affermato da San Francesco, che evidenziava il legame profondo tra Maria e Cristo e quindi tra Maria e Chiesa con l’espressione “Vergine fatta Chiesa“. Per questo Gabriele Maria Allegra metteva in risalto con molta chiarezza la sua convinzione su Maria ‘corredentrice’: “Io credo fermamente e secondo le mie forze predicherò agli altri fedeli che il titolo di Corredentrice è teologicamente esatto – aveva detto il frate minore missionario – in quanto esprime la parte ch’ebbe la Madre nostra nell’opera della nostra salvezza“.
Una certezza, quella di Gabriele Maria Allegra, che trova riscontro anche nel libro dell’Apocalisse: “Il discepolo diletto, lasciando alla Chiesa il Quarto Vangelo e l’Apocalisse, spiegava e completava gli oracoli del protovangelo, di Isaia, di Michea, i vangeli di Matteo e di Luca, ma soprattutto abilitava i sudditi del regno a comprendere l’intervento della Madre Immacolata nella storia delle singole anime e in quella della Chiesa intera“.