Medjugorje

Medjugorje: Addio a Zdravka, la nonnina dei Rosari del Krizevac

Non fa rumore, ma pesa: è il silenzio lasciato da chi se ne va e continua a parlare ai cuori di chi resta e di chi continuerà a salire quel monte.

La notizia della sua scomparsa ha raggiunto familiari, amici e conoscenti come un’onda improvvisa, lasciando sgomento e un profondo senso di vuoto. Quando una persona viene a mancare, non si perde solo una presenza fisica, ma un insieme di gesti, parole, abitudini e ricordi che hanno intrecciato la quotidianità di tanti.

Zdravka Bubalo era una persona che, nel suo modo unico di essere, ha saputo lasciare un segno. Non necessariamente attraverso gesti clamorosi, ma con la costanza delle piccole cose: una parola detta al momento giusto, un sorriso discreto, una disponibilità sincera verso chi aveva bisogno. Era uno di quei volti che, anche senza parlare, riuscivano a trasmettere familiarità e fiducia.

Per tanti era e rimarrà la nonnina del Krizevac, o la nonnina dei rosari. Era facile incontrarla lungo la discesa del lato posteriore del monte Krizevac, a Medjugorje, dove i pellegrini ripercorrono la Via Crucis di Nostro Signore Gesù Cristo. Solitamente da marzo a ottobre, anche Zdravka saliva per un tratto del percorso e poi si fermava all’ombra di qualche rovo, dove regalava rosari.

Per lei questa attività rappresentava una fonte di sostentamento: molti pellegrini, mossi dalla generosità, lasciavano un’offerta che le permetteva di provvedere ai bisogni quotidiani. Ma tutto questo non si riduceva a un semplice lavoro. Tantissimi pellegrini hanno ricevuto rosari anche senza aver pagato nulla, segno di una gratuità che andava oltre il necessario.

La sua presenza era una gioia per chi tornava a Medjugorje e sperava di incontrarla ancora una volta. Molte persone conservano una foto con Zdravka, che non si sottraeva mai alle richieste dei pellegrini, pur di renderli felici. Nonostante non parlasse la lingua italiana, spesso cercava comunque di comunicare: e anche quando non ci si comprendeva a parole, lo scambio era autentico e profondo. La gente era felice di aver condiviso qualche istante con una donna così anziana, ma allo stesso tempo così dolce e solare.

Quei rosari che portava sul monte non erano solo un mezzo, ma anche uno strumento di preghiera che l’accompagnava durante tutta la giornata. Rosari che speriamo l’abbiano condotta direttamente tra le braccia del Padre Celeste, in Paradiso, insieme a Gesù e alla sua amata Regina della Pace.

I rosari che regalava Zdravka

Chi l’ha conosciuta difficilmente potrà dimenticare la nonnina del Krizevac. Le memorie condivise diventano ora un patrimonio prezioso, destinato a vivere oltre l’assenza.

La sua storia si intreccia con quella delle tante persone incontrate su quel monte. Ogni vita, anche la più semplice, contribuisce a scrivere un frammento di storia collettiva. Ed è proprio in questo intreccio che il ricordo trova spazio: nei racconti, nelle fotografie, nei gesti che continueranno a essere ripetuti quasi istintivamente.

La morte, avvenuta in data odierna, 14 gennaio 2026, interrompe il tempo, ma non cancella ciò che è stato. L’eredità più grande che Zdravka lascia non è materiale, ma umana: l’impronta lasciata nelle relazioni, negli affetti, nei cuori. Oggi resta il dolore, ma anche la gratitudine per aver condiviso un tratto di strada insieme.

Nel ricordo, Zdravka continua a vivere. E finché qualcuno ne pronuncerà il nome, ne racconterà una storia o ne custodirà un insegnamento, quella vita non sarà mai davvero finita.

“Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà”, questa citazione del Vangelo di Giovanni, scritta anche nel tuo necrologio, ci rincuora perché siamo certi che anche se non sei più tra noi, comunque sei viva!

Riposa in pace cara nonna, ti offriamo le nostre preghiere e anche tu continua a pregare per noi.

Published by
Gianluca Di Marcantonio