Il messaggio della Regina della Pace apre uno squarcio profondo sul mistero della missione, della sofferenza e del coraggio nella vita di fede.
La Madre non nasconde il peso della responsabilità affidata, né il dolore che l’accompagna, ma lo illumina con la luce della fiducia in Dio. È un invito che va oltre una singola persona e raggiunge ogni credente chiamato a portare nel cuore le prove del mondo senza perdere la speranza. Qui emerge una spiritualità matura, fatta di ascolto, silenzio, lacrime offerte e coraggio perseverante.
Medjugorje: Messaggio del 25 dicembre 1982
Mirjana, ti ho scelta e ti ho detto quanto era necessario. Ti ho anche rivelato molte cose terribili che dovrai portare con te. Pensa a queste lacrime che anch’io verso. Dovrai essere sempre coraggiosa. Hai compreso rapidamente i miei messaggi e quindi ora devi anche comprendere che io devo andare. Sii coraggiosa…!
Il coraggio della fede nelle lacrime
Il messaggio mette in luce una dimensione essenziale della vita cristiana: la chiamata personale di Dio, che non è mai leggera ma sempre carica di responsabilità ed amore. Come accade ai profeti nella Scrittura, anche qui la missione è accompagnata dalla rivelazione di realtà dolorose. Geremia stesso esclama: «Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre» (Ger 20,7), mostrando come l’elezione divina comporti spesso una partecipazione al dolore di Dio per l’umanità.
Le lacrime della Regina della Pace rivelano una profonda comunione con il cuore sofferente del Figlio. Gesù pianse su Gerusalemme (Lc 19,41), e queste lacrime non sono segno di debolezza, ma di amore ferito. Esse diventano un linguaggio silenzioso che invita alla conversione ed alla responsabilità. Portare “cose terribili” nel cuore non significa disperare, ma custodire nel silenzio ciò che deve essere offerto a Dio come intercessione.
Il comando ripetuto: «Sii coraggiosa» richiama le parole del Signore a Giosuè: «Sii forte e coraggioso… il Signore tuo Dio è con te» (Gs 1,9). Il coraggio cristiano non nasce dalla sicurezza umana, ma dalla fiducia nella presenza di Dio anche quando Egli sembra “andare via”. In realtà, il distacco visibile è spesso un passaggio verso una fede più pura e matura.
Questo messaggio insegna che comprendere i messaggi di Dio non basta: occorre accettare anche il silenzio, l’attesa e la prova. La fede cresce quando non si fonda più sulle consolazioni, ma sull’obbedienza. La Chiesa dice che la maturità spirituale passa attraverso la croce, vissuta come partecipazione all’opera salvifica di Cristo (cfr. nn. 618, 1508).
In questo senso, la missione affidata non è privilegio, ma servizio. Le lacrime diventano preghiera, il dolore diventa offerta, ed il coraggio diventa testimonianza viva di speranza.
Spunti di riflessione personale
- Sono disposto ad accogliere la volontà di Dio anche quando comporta silenzio e sofferenza?
- Il mio coraggio nasce dalla fiducia in Dio o dal bisogno di certezze visibili?
Preghiera di oggi
Madre Addolorata, insegnaci il coraggio che nasce dalla fede. Quando non comprendiamo e quando il dolore pesa, donaci un cuore capace di custodire ed offrire. Fa’ che le nostre lacrime diventino preghiera e il nostro silenzio fiducia totale in Dio. Sostienici nella prova e guidaci sempre verso tuo Figlio. Amen.