Medjugorje: “Docili nel cuore, fedeli nella vita”

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Medjugorje: “Docili nel cuore, fedeli nella vita"
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Il messaggio della Regina della Pace è un invito che giunge diretto al centro della nostra vita spirituale.

L’invito all’umiltà è un tema costante della tradizione cattolica: Maria sa che solo un cuore umile è capace di accogliere la grazia e di lasciarsi trasformare. I messaggi che ci vengono affidati sono come un cammino semplice verso Dio, ma richiedono una risposta seria e concreta. Questo richiamo materno ci aiuta a non cadere nell’orgoglio di chi pensa di sapere tutto, ma a diventare discepoli docili, pronti a vivere ciò che la Madre ci indica.

Medjugorje: Messaggio del 27 febbraio 1986

Cari figli, vivete in umiltà i messaggi che io vi dò. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!

Vivere da piccoli per accogliere la grazia

Il messaggio è essenziale: “vivete in umiltà i messaggi”. Maria non chiede grandi discorsi né iniziative rumorose, ma una vita trasformata dall’umiltà. La Sacra Scrittura ci ricorda che Dio ama i cuori umili: «Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili» (Gc 4,6). Questo principio attraversa tutta la rivelazione biblica e mostra che l’orgoglio chiude l’anima, mentre l’umiltà la rende disponibile.

Gesù stesso ha indicato questa via quando ha detto: «Imparate da me che sono mite e umile di cuore» (Mt 11,29). Maria, prima discepola del Signore, ci invita a imitarlo proprio in questo atteggiamento interiore. Vivere i messaggi con umiltà significa riconoscere che non vengono da noi, ma sono un dono del Padre Celeste, un invito alla conversione continua. Il Salmo afferma: «Un cuore contrito e umiliato, tu, o Dio, non disprezzi» (Sal 51,19).

L’umiltà è anche condizione per comprendere i segni dei tempi. Chi non è umile pretende di giudicare tutto; chi è umile, invece, ascolta, discerne e si lascia guidare dallo Spirito Santo. Gesù loda il Padre dicendo: «Ti rendo lode, Padre, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli» (Lc 10,21). La vera comprensione nasce quando ci facciamo piccoli davanti a Dio.

La Chiesa insegna che la conversione è un cammino quotidiano, sostenuto dalla grazia e dalla libera collaborazione dell’uomo (cfr. nn. 1425–1428). Accogliere gli inviti di Maria con umiltà significa tradurli in scelte concrete: pregare di più, amare di più, perdonare di più. Non è l’intensità delle parole che conta, ma la coerenza della vita. Anche l’apostolo Paolo esorta: «Non fate nulla per spirito di rivalità o vanagloria, ma ciascuno consideri gli altri superiori a se stesso» (Fil 2,3).

Ringraziare per aver risposto alla chiamata è segno di un rapporto filiale. Maria ci accompagna come Madre, ma sempre orienta verso suo Figlio. Nella misura in cui viviamo in umiltà, la nostra vita diventa testimonianza viva del Vangelo e riflesso dell’amore di Dio.

Spunti di riflessione personale

  1. La mia vita quotidiana riflette davvero la mitezza e l’umiltà di Gesù?
  2. Accolgo gli inviti spirituali come un dono o come qualcosa che mi sento autorizzato a giudicare?

Preghiera di oggi

Maria, Madre umile e mite, insegnaci a vivere con cuore semplice tutto ciò che ci inviti a compiere. Aiutaci a riconoscere la nostra piccolezza davanti a Dio, perché solo così la Sua grazia possa operare in noi. Donaci docilità nell’ascolto, perseveranza nella preghiera e sincerità nel dono di noi stessi ai fratelli. Rendici riflesso limpido del Vangelo, affinché ogni nostra parola e opera nasca dall’umiltà del tuo Figlio Gesù. Amen.