Medjugorje, fra Kurtović: benedetti dalle apparizioni

A Medjugorje, durante la Novena alla Regina della Pace, fra Ljubo Kurtović ha ricordato che siamo benedetti dalle apparizioni mariane. A Medjugorje, durante la Novena alla Regina della Pace, fra Ljubo Kurtović ha ricordato che siamo benedetti dalle apparizioni mariane.
Fra Ljubo Kurtović
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A Medjugorje, durante la Novena alla Regina della Pace, fra Ljubo Kurtović ha ricordato che siamo benedetti dalle apparizioni mariane.

A Medjugorje la Novena alla Regina della Pace per il 45esimo anniversario delle apparizioni è arrivata al suo settimo giorno, e la Messa all’altare esterno della chiesa di San Giacomo è stata guidata da fra Ljubo Kurtović, già vicario parrocchiale a Medjugorje e oggi parroco a Tihaljina. Prima della celebrazione, i parrocchiani di Šurmanci e padre Karlo Lovrić hanno guidato la recita del Rosario. Nell’omelia, padre Kurtović ha spiegato che le novene e gli anniversari servono a non dimenticare di essere stati benedetti dalle apparizioni e dalla presenza della Madonna, e ad aiutarci a vivere come persone grate, perché chi è grato vede, mentre chi non lo è resta cieco davanti ai doni della vita. Una premessa che ha aperto la strada al cuore della sua riflessione su Medjugorje e sul senso di queste celebrazioni.

Una madre che non può tacere

Fra Kurtović ha paragonato l’azione della Madonna a quella di ogni madre: quando i figli stanno bene, la madre è serena e non ha bisogno di parlare; quando invece i figli si smarriscono, sente il bisogno di parlare, di ripetersi, di soffrire, perdonare e amare. È quanto accade da 45 anni a Medjugorje, ha detto, ma anche in tutta la storia della Chiesa, perché una madre autentica non può restare in silenzio davanti ai figli che ama in libertà. La Madonna, ha aggiunto, rispetta la nostra libertà, dono di Dio che può però diventare anche una debolezza, capace di farci voltare le spalle a Lui per sempre oppure di farci tornare a Lui.

Messaggi semplici, ma difficili da vivere

Il sacerdote ha sottolineato che i messaggi della Madonna sono semplici, senza alta teologia, senza annunci sulla fine del mondo. Proprio per questo, però, metterli in pratica è impegnativo e richiede esercizio e fatica costante. Non esiste una soluzione magica né nelle apparizioni né nella Scrittura, ha spiegato, perché la vita, le relazioni e la vita spirituale non funzionano così. Gesù, ha ricordato, non dice che si salverà chi inizia bene, ma «chi persevera fino alla fine». Per questo, ha detto, la Madonna ci invita a tornare al fervore dei primi giorni, ripartendo dall’essenza della propria fede senza accontentarsi delle abitudini acquisite nel tempo.

Il sacerdote ha sottolineato che i messaggi della Madonna sono semplici, senza alta teologia, senza annunci sulla fine del mondo. Proprio per questo, però, metterli in pratica è impegnativo e richiede esercizio e fatica costante
Novena sulla collina delle apparizioni

Il «sì» di Maria, come quello di Abramo

Fra Ljubo ha ricordato che la Madonna non era un essere divino o sovrumano, ma una creatura umana dotata della grazia di Dio, che ha vissuto un cammino simile a quello chiesto oggi a ognuno di noi. A Dio che le domandava di diventare madre del Figlio, rispose con un «eccomi» rimasto presente in tutta la storia della salvezza. Il primo a pronunciare questo «eccomi», ha spiegato il sacerdote, fu Abramo, padre della fede, capace di fidarsi di Dio anche davanti a una richiesta quasi incomprensibile. Anche il «sì» di Maria fu impegnativo: mise in gioco tutta la propria vita, assumendosi una responsabilità verso Dio e verso l’uomo, restando fedele fino in fondo.

Benedetti, ma chiamati a dare di più

Per fra Ljubo siamo benedetti dalle apparizioni della Madonna, ma il rischio è pensare di essercelo meritati o che debba essere così per sempre. «Non deve essere così!», ha avvertito, ricordando che siamo chiamati a dare di più. Dio, ha detto, ha il diritto di chiederci non qualcosa, ma tutto, perché è stato Lui il primo a darci ogni cosa: suo Figlio e il proprio amore, mostrato versando il sangue sulla croce e risorgendo perché anche noi potessimo risorgere con Lui. La Madonna, ha concluso, ci accompagna a questa risurrezione con pazienza, anche quando i nostri cuori restano sordi e indifferenti davanti alla sua voce.