Medjugorje: “La fiducia che salva”

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Il messaggio della Regina della Pace vuole indicarci l’unica via sicura per la nostra salvezza: la fiducia in Dio Padre.

Come Madre premurosa, la Madonna non ignora le fatiche dei suoi figli. Aprire il cuore, adorare Gesù nel silenzio e custodire la preghiera diventano gesti vitali per ritrovare pace e speranza. Maria conduce con dolcezza verso l’eternità, ricordando che la vita quotidiana può già essere luogo d’incontro con l’Altissimo.

Medjugorje: Messaggio del 25 maggio 2018

Cari figli! In questo tempo inquieto vi invito ad avere più fiducia in Dio che è il Padre vostro nei cieli e che mi ha mandato per condurvi a Lui. Voi, aprite i vostri cuori ai doni che Lui desidera darvi e nel silenzio del cuore adorate mio Figlio Gesù, che ha dato la Sua vita affinché viviate nell’eternità dove desidera condurvi. La vostra speranza sia la gioia dell’incontro con l’Altissimo nella vita quotidiana. Per questo vi invito: non trascurate la preghiera perché la preghiera fa miracoli. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

É la preghiera che apre il cuore nel tempo inquieto

Maria inizia riconoscendo il “tempo inquieto” che i suoi figli stanno vivendo. Non minimizza le difficoltà, ma orienta lo sguardo verso Dio Padre, fonte di ogni sicurezza. Gesù stesso invita alla fiducia filiale quando dice: “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me” (Gv 14,1). La fiducia non elimina le prove, ma dona la forza per attraversarle senza perdere la speranza.

La Vergine afferma di essere stata mandata per condurre i credenti al Padre. Come a Cana, ella continua a dire: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2,5). Il suo ruolo è sempre cristocentrico: apre il cuore dei figli ai doni che Dio desidera elargire. Questi doni non sono solo materiali, ma soprattutto spirituali: pace, luce, perseveranza, amore.

Il messaggio sottolinea il valore del silenzio del cuore, luogo privilegiato dell’adorazione. In un mondo rumoroso e distratto, il silenzio diventa spazio sacro dove riconoscere la presenza viva di Cristo. “Fermatevi e sappiate che io sono Dio” (Sal 46,11). Nell’adorazione, il credente contempla Gesù che ha donato la Sua vita affinché l’umanità abbia la vita eterna (cfr. Gv 10,28). Questo sguardo rivolto all’eternità illumina il presente e dona senso anche alla sofferenza.

Maria invita poi a trasformare la speranza in gioia quotidiana. Non una speranza astratta, ma concreta: l’incontro con l’Altissimo nella vita di ogni giorno. San Paolo scrive: “Siate lieti nella speranza, perseveranti nella tribolazione, assidui nella preghiera” (Rm 12,12). La gioia cristiana nasce dalla consapevolezza di non essere soli, ma accompagnati da un Dio che cammina con i Suoi figli.

Il messaggio si conclude con un forte richiamo alla preghiera, che non deve mai essere trascurata. La regina della Pace afferma con semplicità che la preghiera “fa miracoli”. Non sempre miracoli visibili, ma certamente trasformazioni interiori, riconciliazioni, forza nuova e pace profonda. È nella preghiera che il cuore inquieto ritrova la fiducia e la speranza si rinnova.

Spunti di riflessione personale

  1. In questo tempo inquieto, dove ripongo realmente la mia fiducia: in Dio o nelle mie sicurezze umane?
  2. Riesco a creare spazi di silenzio per adorare Gesù e incontrarlo nella mia vita quotidiana?

Preghiera di oggi

Maria, Madre che ci conduci al Padre, insegnaci a fidarci di Dio anche nei tempi difficili. Apri i nostri cuori ai Suoi doni e guidaci al silenzio che adora. Rafforza la nostra speranza e rendi la preghiera il respiro della nostra vita, affinché possiamo camminare verso l’eternità con pace e gioia. Amen.