Il messaggio della Regina della Pace rivela il suo desiderio profondo: non solo invitare alla preghiera, ma condurre a una comunione viva dei cuori.
La gioia di Maria nasce dall’opera di Dio che agisce nel silenzio, anche quando è contrastata dalla divisione e dall’inquietudine. Il suo sguardo va oltre il luogo fisico e indica un cammino interiore: l’incontro tra il cuore dell’uomo e il Cuore di Cristo. È un richiamo forte alla preghiera del cuore, alla gratitudine ed alla vigilanza spirituale, perché l’amore di Dio possa vincere ogni divisione.
Medjugorje: Messaggio del 25 luglio 1999
Cari figli, Anche oggi, gioisco con voi e vi invito tutti alla preghiera col cuore. Vi invito, cari figli, a ringraziare tutti Dio, qui con me, per le grazie che vi dà attraverso di me. Desidero che comprendiate che qui non voglio soltanto realizzare un luogo di preghiera, ma anche l’incontro dei cuori. Desidero che il mio cuore, il Cuore di Gesù, e il vostro cuore si fondano in un unico cuore di amore e di pace. Per questo, figlioli, pregate e gioite per tutto ciò che Dio opera qui, nonostante satana provochi litigi ed inquietudine. Io sono con voi e vi guido tutti sulla via dell’amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Un solo cuore di amore e di pace
Il focus del messaggio è la preghiera “col cuore”, che non è semplice recita di parole, ma relazione viva con Dio. Gesù stesso insegna che la vera adorazione nasce nello spirito e nella verità (cfr. Gv 4,23). Pregare col cuore significa lasciarsi coinvolgere totalmente, permettendo a Dio di trasformare l’interno dell’uomo. Maria invita anche alla gratitudine: ringraziare Dio per le grazie ricevute è segno di fede matura, come ricorda san Paolo: “In ogni cosa rendete grazie” (1Ts 5,18).
La Madre chiarisce che il suo desiderio non è solo creare un luogo di preghiera, ma favorire l’incontro dei cuori. Questo richiama la dimensione ecclesiale della fede: la Chiesa non è prima di tutto un luogo, ma una comunione. Dove i cuori si aprono a Dio, nasce l’unità. Gesù ha pregato perché tutti fossero una cosa sola (cfr. Gv 17,21), e questa unità trova la sua fonte nel Cuore di Cristo, trafitto per amore.
L’immagine dei cuori che si fondono in un unico cuore di amore e di pace esprime il fine ultimo della vita cristiana: la comunione con Dio e tra i fratelli. Tuttavia, il messaggio non ignora la lotta spirituale. Viene ricordato che il male provoca divisioni ed inquietudine. La Scrittura avverte che il divisore agisce seminando discordia (cfr. 1Pt 5,8), ma la preghiera perseverante è la risposta che custodisce la pace interiore.
La Regina della Pace rassicura: ella è presente e guida sulla via dell’amore. La tradizione della Chiesa insegna che l’intercessione materna sostiene i fedeli nel combattimento spirituale e li aiuta a rimanere saldi nella comunione (cfr. nn. 956–957). Gioire, nonostante le difficoltà, diventa allora un atto di fede: riconoscere che Dio opera anche quando non tutto è visibile o immediatamente comprensibile.
Spunti di riflessione personale
- La mia preghiera nasce davvero dal cuore o resta spesso solo un’abitudine esteriore?
- Nelle situazioni di divisione e inquietudine, scelgo la via dell’amore e della comuni?
Preghiera di oggi
Madre Santissima, insegnaci a pregare col cuore ed a ringraziare Dio per ogni grazia ricevuta. Unisci il nostro cuore al Cuore di Gesù perché diventiamo un solo cuore di amore e di pace. Custodiscici dalle divisioni e dall’inquietudine, rendici vigilanti nella preghiera e gioiosi nel riconoscere l’opera di Dio anche nella prova. Guidaci ogni giorno sulla via dell’amore vero. Amen.