Medjugorje: “La sorgente di ogni bene”

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Il messaggio della Regina della Pace tocca una delle ferite più profonde del nostro tempo: una vita frenetica, piena di attività, ma spesso vuota di Dio.

La Madonna osserva l’uomo che corre, lavora ed accumula, ma senza benedizione, perché ha smesso di pregare. Il presepe diventa allora il luogo del silenzio e della verità, dove fermarsi per riscoprire l’essenziale. Maria ci conduce davanti a Gesù Bambino per insegnarci che il futuro non nasce dalle nostre forze, ma dall’abbandono fiducioso nelle mani del Signore.

Medjugorje: Messaggio del 25 dicembre 2008

Cari figli, correte, lavorate, raccogliete ma senza benedizione. Voi non pregate! Oggi vi invito a fermarvi davanti al presepe e a meditare su Gesù che anche oggi vi do, affinché vi benedica e vi aiuti a comprendere che senza di Lui non avete futuro. Perciò, figlioli, abbandonate le vostre vite nelle mani di Gesù affinché Lui vi guidi e vi protegga da ogni male. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Fermarsi al presepe per ritrovare la vita

Il messaggio inizia con un’immagine forte: l’uomo che corre, lavora e raccoglie, ma senza benedizione. È l’illusione dell’autosufficienza. La Scrittura ammonisce: “Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori” (Sal 127,1). Senza la preghiera, anche le opere più grandi perdono il loro senso profondo e non portano frutto duraturo.

Maria indica una via semplice e decisiva: fermarsi davanti al presepe. Il presepe è la scuola dell’umiltà di Dio. In Gesù Bambino, fragile e silenzioso, si rivela la potenza dell’amore che salva. San Paolo ricorda che Dio ha scelto ciò che è debole per confondere i forti (cfr. 1Cor 1,27). Meditare davanti al presepe significa riconoscere che la salvezza non viene dal potere umano, ma da Dio che si dona.

La Madre afferma con chiarezza: “Senza di Lui non avete futuro”. Gesù stesso lo conferma: “Senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5). Il futuro dell’uomo non è garantito dall’efficienza, ma dalla comunione con Cristo. Per questo la Vergine invita all’abbandono totale: mettere la propria vita nelle mani di Gesù affinché Egli guidi e protegga da ogni male.

L’abbandono non è rinuncia passiva, ma atto di fede. È riconoscere che Dio è Padre e che la sua volontà conduce alla vita. La Chiesa insegna che la fiducia filiale è parte essenziale della preghiera ed apre il cuore all’azione della grazia (cfr. nn. 2734–2736). Quando l’uomo si affida, riceve la benedizione che dà pace e orientamento anche nelle prove.

Il presepe, infine, diventa un appello concreto: rallentare, pregare, contemplare. Da lì nasce una vita benedetta, guidata non dall’ansia del fare, ma dalla presenza di Dio che protegge e conduce. La Regina della Pace, come Madre, accompagna su questa via sicura, che è Gesù stesso, ieri, oggi e sempre.

Spunti di riflessione personale

  1. Nella mia vita quotidiana, mi affido più alle mie forze o alla benedizione di Dio?
  2. Trovo tempo per fermarmi in preghiera e contemplare Gesù come centro del mio futuro?

Preghiera di oggi

Madre Santissima, conducici davanti al presepe ed insegnaci a fermarci nel silenzio. Aiutaci a riconoscere che senza Gesù la nostra vita perde direzione e benedizione. Donaci un cuore umile e fiducioso, capace di abbandonarsi nelle mani di tuo Figlio perché Lui ci guidi, ci protegga de illumini il nostro futuro. Rendici perseveranti nella preghiera e docili alla Sua volontà. Amen.