Medjugorje siede al tavolo dei grandi santuari del Mediterraneo

Fra Zvonimir Pavičić ha rappresentato Medjugorje al MED26 di Barcellona, incontro che ha riunito dal 9 al 12 giugno vescovi, teologi, giovani e rettori di santuari di tutta l'area mediterranea. Fra Zvonimir Pavičić ha rappresentato Medjugorje al MED26 di Barcellona, incontro che ha riunito dal 9 al 12 giugno vescovi, teologi, giovani e rettori di santuari di tutta l'area mediterranea.
Fra Zvonimir Pavičić, parroco di Medjugorje
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Fra Zvonimir Pavičić ha rappresentato Medjugorje al MED26 di Barcellona, incontro che ha riunito dal 9 al 12 giugno vescovi, teologi, giovani e rettori di santuari di tutta l’area mediterranea.

Dal 9 al 12 giugno, Barcellona ha ospitato il MED26, l’incontro internazionale mediterraneo che ha portato insieme vescovi, teologi, giovani e rappresentanti di monasteri e santuari ecclesiastici dei Paesi del bacino mediterraneo. Lo riferisce IKA. Il processo è coordinato dal cardinale Jean-Marc Aveline, arcivescovo di Marsiglia, su impulso della Santa Sede, con l’obiettivo di promuovere dialogo, pace e cooperazione tra i popoli del Mediterraneo. Tra i partecipanti alla sessione dei rettori di santuari mariani ha figurato anche fra Zvonimir Pavičić, parroco della parrocchia di San Giacomo a Medjugorje, uno dei luoghi di pellegrinaggio più noti dell’Europa sud-orientale.

I vescovi della regione a confronto sui temi pastorali

Al MED26 hanno partecipato anche numerosi vescovi del bacino mediterraneo. Tra loro, per la Bosnia-Erzegovina e la regione balcanica, l’arcivescovo di Vrhbosna Tomo Vukšić, l’arcivescovo emerito di Zara Želimir Puljić, il cardinale Ladislav Nemet, arcivescovo di Belgrado, e l’arcivescovo di Bar Rrok Gjonlleshaj. I presuli hanno affrontato le sfide pastorali attuali delle Chiese locali dell’area mediterranea e le possibilità di azione comune per la promozione della pace e della comprensione reciproca tra i popoli della regione.

La Rete Teologica del Mediterraneo e il documento sul metodo

Il MED26 ha ospitato anche la sessione della Rete Teologica del Mediterraneo, che ha riunito teologi di diversi Paesi con l’obiettivo di sviluppare una teologia nata dalla realtà mediterranea. Per i Convegni Teologici Mediterranei di Lovrana e Rijeka era presente il prof. Branko Jurić. In questo contesto, la Rete Teologica del Mediterraneo ha presentato il documento Appunti di metodo per una teologia dal Mediterraneo, frutto di un processo di ricerca e dialogo che ha coinvolto teologi e istituzioni accademiche di diverse sponde del Mare Nostrum. Il testo è stato consegnato al Santo Padre. Il documento ha sottolineato l’importanza dell’ascolto e del discernimento, partendo dalle storie di vita delle persone e dalle esperienze delle comunità, con particolare attenzione al tema della pace. Ha evidenziato anche la necessità di rafforzare la formazione teologica attraverso programmi accademici condivisi.

Dal 9 al 12 giugno, Barcellona ha ospitato il MED26, l'incontro internazionale mediterraneo che ha portato insieme vescovi, teologi, giovani e rappresentanti di monasteri e santuari ecclesiastici dei Paesi del bacino mediterraneo
Papa Leone al MED26 a Barcellona

I giovani della Bosnia-Erzegovina al MED26

Un posto di rilievo nel programma è stato riservato ai giovani di diversi Paesi del Mediterraneo. La Bosnia-Erzegovina era rappresentata da Iva Soko, studentessa dell’Istituto Teologico-Catecetico dell’Università di Mostar, da Elma Kos e Adna Kos di Zenica e da Adi Merdžanić di Sarajevo. Attraverso laboratori, incontri e riflessioni comuni, i giovani hanno esaminato come contribuire concretamente alla costruzione di una cultura di pace, solidarietà e rispetto reciproco tra i popoli della regione mediterranea.

L’udienza privata con papa Leone XIV

Il primo giorno del MED26, il 9 giugno, i partecipanti hanno avuto un’udienza privata con papa Leone XIV, svoltasi nei locali del Palazzo Arcivescovile di Barcellona. Il Papa ha incoraggiato i presenti a continuare a costruire ponti di dialogo e cooperazione tra i popoli e le religioni del Mediterraneo, invitandoli a essere testimoni di speranza e di pace in una regione segnata da numerose sfide e conflitti. La teologia dal Mediterraneo, che enfatizza il dialogo tra culture e religioni, l’esperienza delle migrazioni e la costruzione della pace, ha goduto del sostegno del Papa, che — come già papa Francesco — ha continuato a incoraggiare lo sviluppo di un pensiero teologico ispirato alla realtà mediterranea.