Mladifest Medjugorje: Perché Stipe Čutura è stato paragonato a Carlo Acutis

Draženka Čutura ripercorre la vita del figlio Stipe, la malattia, la fede e l'incontro con Medjugorje che ha segnato la sua storia. Draženka Čutura ripercorre la vita del figlio Stipe, la malattia, la fede e l'incontro con Medjugorje che ha segnato la sua storia.
Draženka Čutura durante la testimonianza pubblica in cui racconta la storia del figlio Stipe
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Draženka Čutura ripercorre la vita del figlio Stipe, la malattia, la fede e l’incontro con Medjugorje che ha segnato la sua storia.

Nel giugno 2017 a Stipe Čutura fu diagnosticato un adenocarcinoma del colon al terzo stadio: il medico gli disse che era uno su cento milioni di casi. Sua madre, Draženka Čutura, ha raccontato in una testimonianza pubblica la storia del figlio, descrivendo come la malattia abbia accompagnato una crescita spirituale che ha toccato molte persone. Per Draženka, la vicenda di Stipe è diversa dai percorsi di vita più comuni: racconta un ragazzo che ha scelto Dio nella sofferenza, che ha vissuto la gioia accanto alle lacrime e che ha testimoniato ai giovani l’amore vissuto nella purezza. La donna ha ripercorso gli anni della malattia, l’incontro con Medjugorje e l’eredità lasciata dal figlio.

Chi era Stipe Čutura, tra sport, studio e famiglia

Prima della malattia, Stipe era un ragazzo pieno di vita: giocava a pallanuoto, suonava, era un ottimo studente e giocava anche a calcio, oltre a partecipare con entusiasmo alle riunioni di famiglia. Draženka lo ha descritto come coraggioso, soprattutto nelle grandi operazioni, e dotato di una pazienza e di una forza fuori dal comune. Anche nei momenti più difficili non perdeva la sua positività e il suo senso dell’umorismo, qualità che emergevano spesso nelle feste di famiglia, tra risate e battute. Dopo la diagnosi del 2017, ha raccontato la madre, qualcosa in lui iniziò a cambiare: la malattia si fece sentire nel corpo, ma la sua fede crebbe di pari passo.

La malattia, la fede e la scelta di rispettare l’insegnamento della Chiesa

Prima del primo intervento, Stipe ricevette per la prima volta l’unzione degli infermi, sacramento che avrebbe ricevuto altre volte prima di ogni operazione. Pregava costantemente il rosario, e con lui pregavano anche altri pazienti che, grazie a lui, ritrovarono la fede; il suo atteggiamento influiva anche sul personale medico. Poiché la chemioterapia avrebbe potuto compromettere la sua fertilità, Stipe avrebbe dovuto congelare il liquido seminale, ma scelse di rispettare la posizione della Chiesa e rinunciò alla procedura. Draženka ha raccontato che, dopo quella decisione, il figlio sentì una pace profonda. Un amico le disse che la malattia del figlio era stata quasi salvifica, perché in essa Stipe aveva incontrato l’amore di Cristo.

Durante le cure all'ospedale di Rebro, Stipe aveva notato che in ogni stanza era appesa un'immagine della Madonna di Medjugorje, un'immagine che, ha raccontato, gli restituiva pace nei momenti più difficili.
Stipe Čutura

L’incontro con Medjugorje e la risposta cercata da tempo

Il cammino verso la pace e l’accettazione della volontà di Dio, ha spiegato Draženka, iniziò nel febbraio 2022 a Medjugorje, meta che la famiglia visitava spesso durante i soggiorni in Erzegovina dai nonni. Durante le cure all’ospedale di Rebro, Stipe aveva notato che in ogni stanza era appesa un’immagine della Madonna di Medjugorje, un’immagine che, ha raccontato, gli restituiva pace nei momenti più difficili. La fidanzata Magdalena, che lo accompagnò nel viaggio del 18 febbraio insieme a familiari, ha ricordato quei tre giorni come tra i più intensi vissuti insieme, fatti di preghiera, silenzio, lacrime e sorrisi. Un amico, Vjeko, ha raccontato che Stipe gli confidò più tardi di aver ricevuto in quel viaggio una risposta che cercava da tempo, legata alla decisione di interrompere la chemioterapia.

Il libro Mladić i njegov Bog e l’eredità di Stipe

Stipe scelse di scrivere il proprio rapporto con Dio compilando il libretto Hod s Jaganjcem, poi pubblicato postumo nel volume “Mladić i njegov Bog”. Leggendo quei testi, la famiglia comprese quanto fosse cresciuta la sua fede. Molti hanno detto a Draženka che il funerale del figlio è stato per loro come un ritiro spirituale, capace di farli riavvicinare a Dio. Per le somiglianze nella malattia, nell’accettazione della volontà divina e nell’uso dei social per esprimere la propria fede, Stipe è stato paragonato a Carlo Acutis e ad altre figure come Tea Perović e Maja Tenšek: “moderni santi del XXI secolo che trasmettono la loro santità con la malattia”. Oggi la sua storia continua a ispirare iniziative nella sua parrocchia e in altre comunità, tra tornei sportivi, vie crucis e rappresentazioni teatrali dedicate a lui.