San Beda (credit@wikipedia.it)-medjugorje.it
Un racconto, narrato da San Beda, rivela la storia di un uomo pio dichiarato morto una notte, che si risvegliò l’indomani. Cosa vide in Purgatorio
Ci sono storie che narrano di esperienze pre-morte, esperienze in cui, diverse persone, interessate da una morte apparente, hanno avuto l’occasione di vedere il Paradiso o il Purgatorio. Sono certamente concessioni straordinarie dell’Altissimo, ed è importante ascoltarle per carpire meglio il senso profondo di questa vita, che spesso diamo per scontata e che a volte ci trova dormienti, nell’animo.
Si racconta che San Beda avesse narrato di un uomo che, creduto morto, in un primo momento, si risvegliò, all’alba del mattino dopo, tra lo stupore generale. Ma cosa accadde, davvero? Secondo il racconto del santo, l’uomo in questione, noto come molto pio, morì durante la notte, attorniato dai suoi familiari, poiché affetto da una grave malattia.L’epoca in cui si sarebbero svolti tali fatti era l’Inghilterra medievale.
Quando il suddetto uomo perse la vita, i suoi familiari gli restarono accanto tutta la notte, vegliandolo. Ed è proprio in questi frangenti che, mentre accadevano tutte queste cose, l’uomo visse un’esperienza straordinaria.
All’alba, infatti, l’uomo tornò in vita e, come era prevedibile, i suoi familiari si spaventarono moltissimo. Quello che raccontò di aver visto, però, fu ciò che scosse più di tutto gli animi.
Alla moglie, in particolare, disse:«Mi è stato concesso di tornare tra gli uomini; tuttavia, d’ora in poi non potrò più vivere come prima, ma in modo molto diverso». Le disse di aver visto una guida raggiante, piena di luce, che lo aveva condotto in una valle molto ampia. Il sentiero per cui l’aveva condotto era costellato da un mare di fuoco e c’era un campo in cui erano accumulati neve e grandine. «Entrambe le parti erano piene di anime che sembravano sballottate da una parte all’altra come da una violenta tempesta…».
La terribile visione gli fece credere di essere all’inferno, ma l’entrata di quest’ultimo era più avanti. Mentre l’uomo si aggirava per questi luoghi, spaventato e lasciato solo dalla guida di luce, si rese conto che i demoni provavano ad afferrarlo, finché la guida non tornò e lo condusse in un altro posto.
«C’era una vasta e gradevole pianura, la cui fragranza di fiori dissipò con la meravigliosa dolcezza dei loro aromi il fetore dell’oscura fornace che mi aveva attanagliato le narici. La luce che si diffondeva su questo luogo era così grande che sembrava superare la luminosità del giorno o i raggi del sole a mezzogiorno. In questo campo c’erano innumerevoli uomini vestiti di bianco e molti gruppi di folle esultanti».
A quel punto, vide una luce meravigliosa e udì dei canti, ma la guida gli disse che era giunto il momento di tornare indietro. Mentre riprendevano il cammino, la guida gli disse cosa aveva visto realmente nei luoghi lo aveva condotto. Il mare di fuoco e di beve era il posto in cui le anime che avevano mostrato sincero pentimento dei peccati solo al momento della morte, si stavano purificando.
La pianura fiorita non era il Paradiso, ma in luogo in cui si purificavano anime non ancora perfette per vedere Dio. L’uomo, infine, una volta tornato sulla Terra, visse una vita da cristiano in tutto e per tutto, facendo penitenze, pregando. Questa esperienza spiega come la sua vita cambiò dopo la visione.