Ciascuno di noi, nel mondo, si sente importante per un determinato aspetto o per una determinata capacità che possiede. Ma non dimentichiamoci il proverbio: “Tutti sono utili, ma nessuno è indispensabile”.
Tutte queste “corone” che ci vengono date o che abbiamo di già, dobbiamo pensare che di fronte a Cristo non sono nulla, anzi: lui, che è il Re dei Re, si è offerto come vittima sacrificale sulla croce proprio per salvarci e redimere tutti i nostri peccati.
Ci domandiamo allora: dovremmo semplicemente offrire tutte queste nostre corone e glorie a Cristo? O non averle proprio? Cerchiamo di capire insieme.
Le nostre corone terrene non sono utili
Guardare a Cristo con occhi diversi, quasi come non fossimo figli di Dio, è un qualcosa che, da tentazione demoniaca, ci capita. Ma, alla fine, ci rendiamo conto che, in realtà, cosa siamo noi se non poca cosa al cospetto di Gesù? Lui è il Re dei re, il Signore del cielo e della terra. E’ vero, noi siamo sue creature ad immagine e somiglianza…ma quanto di Dio abbiamo per davvero? Ci rendiamo conto che è poco o nulla di ciò che Cristo ci ha insegnato.
Ci ricopriamo di glorie e corone, sulla base di quello che il mondo ci dà, ma non ci rendiamo conto che, tutto questo non è davvero ciò che il Signore ci chiede. La misericordia, il perdono la carità: sono queste le corone di cui dovremmo “coronarci” e non di certo quelle del potere, del successo, del denaro che, sempre, sono a discapito di qualcun altro o, anche, di più persone. Certo, dall’altro lato, sentirci “coronati” da un qualcosa che ci fa sentire importanti, può anche farci bene, ma fino ad un certo punto.

Non ci rendiamo conto, dall’altro lato, che Gesù, che è il re, di corona non ne ha mai indossata nessuna se non quella di spine sulla croce. Da qui la domanda spontanea: e noi quale corona saremmo disposti a cedere a Cristo? Pensiamo che il primo a non voler cedere la sua di corona, quella dell’orgoglio, è stato proprio Satana. E’ la Bibbia stessa a metterci in guardia sotto questo aspetto e, anche sulla pericolosità dell’orgoglio stesso: “Tu rimproveri i superbi; maledetti coloro che si allontanano dai tuoi comandamenti” – come scrive il Salmo 119.
Da questo piccolo, quanto semplice esempio, si può comprendere come l’atto del “togliersi una corona” o più corone non sia un qualcosa di superfluo ma, anzi, un qualcosa di necessario. Cristo, da Dio che è, si è fatto uomo, ci ha amato fino all’estremo e che ha rinunciato alla sua infinita dignità per essere come noi. Questo ci fa capire come le cosiddette “corone terrene” siano un qualcosa di effimero, che si fermerà su questa terra e che non daranno nulla di eterno.