La Chiesa, sin dalle sue origini, ha sempre considerato i Pontefici come diretti successori di San Pietro, scelto a sua volta da Gesù Cristo alla guida del suo popolo.
Le primissime comunità cristiane, infatti, hanno visto il succedersi di tanti Pontefici e tutti, successivamente, sono stati dichiarati o Santi o Beati. La Chiesa oggi, 10 gennaio, ricorda la figura di Papa Agatone, anche lui proclamato santo e venerato.
Una figura molto particolare che, come tutti gli altri Pontefici, eccezion fatta per Papa Francesco, è sepolto nelle grotte vaticane. Conosciamolo meglio.
Papa Agatone, il Pontefice contro le eresie
Oggi 10 gennaio, la Chiesa venera e ricorda la figura di Papa Agatone, che è stato il 79º vescovo di Roma e papa dal 27 giugno 678 d.C. fino alla sua morte, avvenuta nel 681 d.C. Un papato molto breve ma che gli ha permesso di lasciare un segno indelebile nel cammino della Chiesa, tanto da esser proclamato Santo. La sua è stata, nello specifico, una lotta contro le eresie che in quel periodo nascevano nella Chiesa e che minavano (e non poco) l’unità di una Chiesa ancora fragile nel suo complesso.
Nato a Palermo e di nobili origini, decise di donare tutta la sua eredità e di ritirarsi in convento come eremita, per vivere una vita monastica e di contemplazione. Durante i suoi due anni e mezzo di pontificato, Agatone convocò due concili a Roma, uno di questi fu il Concilio Lateranense del 679, durante il quale restituì il vescovo Wilfred alla diocesi di York, e stabilì che non fosse più dovuto il pagamento dei tributi fino ad allora imposti al momento dell’elezione dell’imperatore bizantino.

Dall’altro lato, l’imperatore Costantino IV decise di intraprendere relazioni fraterne con la Chiesa di Roma che lo aveva aiutato a riprendere il trono che gli spettava legittimamente. Il 27 marzo 680, al Concilio di vescovi occidentali che Agatone aveva convocato in Roma, furono scelti i rappresentanti da inviare a Costantinopoli e fu approvato il testo sinodale da presentare in quella sede. Nel 681 venne emanato un decreto con il quale si condannava il monotelismo, con un anatema anche contro papa Onorio I, che nei confronti di quella dottrina era stato eccessivamente indulgente, se non addirittura acquiescente.
Gli atti del Concilio furono inviati al Papa perché ne confermasse le decisioni, ma Agatone morì prima di conoscerne le conclusioni, il 10 gennaio 681. La memoria liturgica di questo Santo Pontefice è ricordata anche nel Martirologio Romano con queste parole: “10 gennaio – A Roma presso San Pietro, deposizione di sant’Agatone, papa, che contro gli errori dei monoteliti custodì integra la fede e promosse con dei sinodi l’unità della Chiesa“.