Parolin lancia un appello alla diplomazia: “Fermate l’escalation”

Se Parolin si trovasse faccia a faccia con il presidente degli Stati Uniti, il messaggio sarebbe chiaro: "Fermatevi subito, il rischio di escalation è troppo alto" Se Parolin si trovasse faccia a faccia con il presidente degli Stati Uniti, il messaggio sarebbe chiaro: "Fermatevi subito, il rischio di escalation è troppo alto"
Il Segretario di Stato, Cardinale Pietro Parolin alla camera dei Deputati
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Alla Camera dei Deputati, per la presentazione del libro su Leone XIV, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha parlato della situazione internazionale, toccando temi delicati come il conflitto in Libano e la tensione con Israele. A margine dell’evento, il porporato ha lanciato un chiaro messaggio a Donald Trump e agli israeliani: “Fermatevi prima che sia troppo tardi, l’escalation è alle porte“. Non c’è spazio per risposte bellicose, solo per il dialogo e la diplomazia. La pace, ha ribadito, passa per il confronto diretto, senza cedere alla logica della violenza.

Un appello alla diplomazia

Se Parolin si trovasse faccia a faccia con il presidente degli Stati Uniti, il messaggio sarebbe chiaro: “Fermatevi subito, il rischio di escalation è troppo alto”. Non solo agli Stati Uniti, ma anche a Israele, il cardinale esorta a risolvere le divergenze attraverso il dialogo, un approccio che non deve mai essere sostituito dalla forza. Il Libano, ha aggiunto, dovrebbe essere lasciato in pace. Queste parole si inseriscono in un momento in cui il mondo sta assistendo a conflitti che sembrano senza fine. La speranza, secondo il segretario di Stato, è che attraverso la diplomazia si possano prevenire ulteriori violenze.

Un dialogo continuo con Papa Leone

Il cardinale ha anche parlato del suo lavoro accanto a Papa Leone XIV, sottolineando la qualità del loro dialogo. “È un rapporto che si basa sull’ascolto”, ha affermato Parolin, spiegando che Papa Leone è un uomo che ascolta attentamente, non solo le persone a lui vicine, ma anche i problemi del mondo. Il segretario di Stato ha descritto il pontefice come un uomo che favorisce il dialogo e che cerca soluzioni condivise. La capacità di ascolto di Papa Leone è vista come un esempio per tutta la Chiesa, un invito a rimanere aperti al confronto, anche con chi non la pensa allo stesso modo.

Il cardinale ha proseguito il suo discorso richiamando l'appello alla "pace disarmata e disarmante", lanciato da Papa Leone nei suoi primi discorsi. Questa formula, che invita alla deporre le armi, a rinunciare alla logica del profitto e del potere, si collega agli insegnamenti di Papi precedenti come Benedetto XV, Giovanni XXIII e Paolo VI.
Conferenza del cardinale Parolin alla Camera dei Deputati

La pace, un impegno costante

Il cardinale ha proseguito il suo discorso richiamando l’appello alla “pace disarmata e disarmante“, lanciato da Papa Leone nei suoi primi discorsi. Questa formula, che invita alla deporre le armi, a rinunciare alla logica del profitto e del potere, si collega agli insegnamenti di Papi precedenti come Benedetto XV, Giovanni XXIII e Paolo VI. “Oggi, in un mondo sempre più instabile, il Papa continua a ripetere l’importanza di ascoltare, dialogare e promuovere l’amore come strumento per risolvere i conflitti”, ha detto Parolin.

L’unità della Chiesa

Il tema dell’unità della Chiesa è stato un altro punto toccato dal cardinale. In un’epoca di divisioni, Parolin ha sottolineato come Papa Leone XIV sia impegnato nel preservare la comunione all’interno della Chiesa. Le sue parole si rivolgono a coloro che, spinti da una visione troppo rigida della Tradizione, rischiano di isolarsi dalla realtà contemporanea. “Unità non significa omogeneità, ma capacità di ascoltare le ragioni degli altri”, ha spiegato Parolin. Per il cardinale, la via del dialogo è quella che può risolvere le tensioni e riportare alla pace.

Sinodalità come stile di governo

Infine, Parolin ha parlato dello stile di governo di Papa Leone XIV, improntato alla sinodalità. Questo stile, secondo il segretario di Stato, rappresenta un modo di vivere la Chiesa che non si basa sul potere, ma sul servizio. Il Papa ha messo in pratica questo principio in vari momenti, come nel Concistoro con i cardinali, cercando di coinvolgere e far partecipare tutti nel processo decisionale. Per Parolin, la sinodalità è un segno di apertura e di inclusività, non di debolezza.