I dieci comandamenti-2
Quando pensiamo ai comandamenti, spesso li associamo a qualcosa di negativo, come se limitassero la nostra libertà. Eppure, questi non sono imposti per privarci di qualcosa, ma per guidarci verso un cammino che ci porta alla salvezza.
Nel libro dell’Esodo, si racconta come Dio diede i comandamenti a Mosè. Mentre il popolo si trovava ai piedi del monte Sinai, Mosè salì in cima per ricevere la legge divina. In mezzo al rumore dei tuoni e alle trombe, il popolo si sentiva spaventato, ma Mosè rispose loro dicendo: “Non temete, perché Dio è venuto a mettervi alla prova per infondere in loro la paura. Così voi non peccherete” (Es. 20, 20). Con queste parole, Dio voleva mostrare al popolo che la sua legge non era un’imposizione, ma una via per proteggerli dal peccato.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica afferma che i comandamenti, anche definiti come le “dieci parole”, sono il percorso che ci libera dalla schiavitù del peccato. Sono una guida per vivere secondo la volontà di Dio, e come scritto nel Deuteronomio: «Se […] ami il tuo Dio, se segui le sue vie e mantieni i suoi comandamenti, i suoi precetti e le sue norme, vivrai e ti moltiplicherai» (Dt 30, 16). In questo modo, i comandamenti non sono una punizione, ma una via che porta alla vita.
Ogni comandamento che Dio ci ha dato non è altro che una mano tesa per aiutarci a raggiungere la salvezza. La legge divina ci mostra ciò che dobbiamo fare per vivere in armonia con Dio e con gli altri. In questo senso, i comandamenti non sono un’imposizione, ma un dono che ci permette di avvicinarci a Lui. È lo stesso giovane del Vangelo che chiede a Gesù: “Che cosa farò di buono per ottenere la vita eterna?” E la risposta di Gesù è chiara: “Se […] vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti” (Mt 19, 16-17).
A differenza delle leggi umane, che servono a mantenere l’ordine sociale e sono accompagnate da punizioni quando vengono infrante, i comandamenti di Dio sono un invito ad agire per amore, e non per paura di una punizione. Le leggi umane puniscono i trasgressori, a volte con pene gravi, ma la legge di Dio offre il perdono. Quando ci allontaniamo da Lui, possiamo sempre tornare grazie al sacramento della confessione, che ci purifica senza ricordare i nostri errori passati.
Il cuore di ogni comandamento di Dio è l’amore. Non è un amore astratto, ma un amore concreto che si esprime nel nostro comportamento quotidiano. “Se mi amate, adempirete ai miei comandamenti” (Gv 14, 15). Con queste parole, Gesù ci invita a seguirlo non per obbligo, ma per vero amore. Se ci impegnassimo a seguire i suoi comandamenti per amore, la nostra vita cambierebbe, e non per una mera obbedienza, ma per una risposta autentica al suo amore infinito.
I comandamenti non sono un peso da sopportare, ma un percorso che ci permette di crescere nella fede e di sperimentare l’amore di Dio nella nostra vita. Adempiere ai suoi mandati è il modo più naturale per esprimere il nostro amore verso di Lui.