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Prima Domenica di Quaresima: il deserto che purifica e rinnova il cuore

Con l’inizio della Quaresima, la Chiesa entra nel tempo forte della conversione e della lotta spirituale.

La Prima Domenica di Quaresima arriva dopo il silenzio austero del Mercoledì delle Ceneri. Non è una parentesi malinconica, ma l’apertura di un cammino. Un cammino che conduce verso la Pasqua attraversando il deserto. La Quaresima è uno dei tempi liturgici più intensi dell’anno cristiano. Con la Prima Domenica di Quaresima, la Chiesa invita i fedeli a entrare nel mistero della prova e della fedeltà. È il tempo della conversione, della penitenza, della preghiera più essenziale. Un tempo che prepara alla Pasqua, cuore della fede cattolica.

Il significato della Prima Domenica di Quaresima nella liturgia cattolica

La liturgia della Prima Domenica di Quaresima propone ogni anno il Vangelo delle tentazioni di Gesù nel deserto. A seconda dell’anno liturgico, il brano è tratto dal Vangelo secondo Matteo, dal Vangelo secondo Marco o dal Vangelo secondo Luca. È un testo centrale per comprendere il senso di questo tempo.

Gesù, dopo il battesimo nel Giordano, viene condotto dallo Spirito nel deserto e lì affronta le tentazioni. Non è un episodio marginale: è l’inizio della sua missione pubblica. Il deserto diventa il luogo della verità, dove cadono le illusioni e resta solo l’essenziale. La Prima Domenica di Quaresima mette il credente davanti a questa scena e lo invita a riconoscere le proprie fragilità.

Il deserto, nella Bibbia, non è soltanto uno spazio geografico. È il luogo della prova e dell’incontro con Dio. Il popolo d’Israele lo ha attraversato per quarant’anni; Gesù vi rimane quaranta giorni. La Quaresima riprende questo simbolo: quaranta giorni per rimettere ordine nella propria vita, per riscoprire ciò che conta davvero.

Le tentazioni narrate nel Vangelo parlano anche all’uomo di oggi. La tentazione del pane richiama il bisogno materiale assolutizzato; quella del potere e del dominio seduce con la promessa di successo; quella del miracolo spettacolare suggerisce una fede superficiale, che cerca segni straordinari. Gesù risponde con la Parola di Dio. La Prima Domenica di Quaresima ricorda che la lotta spirituale si combatte con la fedeltà alla Scrittura e con la fiducia nel Padre.

Questo tempo liturgico non è tristezza, ma verità. La Chiesa non propone una spiritualità evasiva: invita a guardare dentro di sé con sincerità. Digiuno, preghiera e carità – pilastri della Quaresima – non sono pratiche formali, ma strumenti concreti per liberare il cuore da ciò che lo appesantisce.

Il colore viola liturgia cattolica. medjugorje.it

Come vivere la Prima Domenica di Quaresima nel cammino verso la Pasqua

La Prima Domenica di Quaresima segna l’avvio di un percorso personale e comunitario. Ogni fedele è chiamato a scegliere un passo concreto: un tempo di preghiera più fedele, un gesto di riconciliazione, una rinuncia che diventi spazio per Dio. Nelle parrocchie si intensificano le celebrazioni penitenziali e la Via Crucis. Il colore viola dei paramenti richiama la sobrietà e l’attesa. Non si canta il Gloria, e l’Alleluia tace fino alla Veglia Pasquale. Anche questi segni educano il cuore a desiderare la luce della Risurrezione.

La Prima Domenica di Quaresima è anche un invito alla speranza. Il deserto non è la meta finale: è un passaggio. Le tentazioni non hanno l’ultima parola. La liturgia orienta già verso la Pasqua, verso la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte.

Entrare nella Quaresima significa accettare di lasciarsi guidare dallo Spirito, come Gesù nel deserto. Non si tratta di moltiplicare sforzi esteriori, ma di ritrovare l’essenziale. In questo inizio di cammino, la Chiesa ricorda che la conversione non è un atto isolato, bensì un movimento continuo del cuore verso Dio.

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Redazione