Sacramento della Confessione: l’evoluzione del perdono nei secoli

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Confessione: un sacramento che si è evoluto - www.medjugorje.it
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Il Sacramento della Riconciliazione è uno dei più importanti sacramenti che Gesù ci ha lasciato e che noi dobbiamo custodire gelosamente e con parsimonia.

Una delle domande che ci siamo più volte posti è: ma questo sacramento è sempre stato così? Con queste modalità? O, nel corso dei secoli, ci sono stati dei cambiamenti che ne hanno variato, anche, la sua forma?

Potrà sembrare strano, ma effettivamente questo sacramento ha subito dei cambiamenti che, come la Chiesa stessa li definisce, sono stati una sorta di “evoluzione“.

L’evoluzione di un Sacramento e del suo perdono

Un sacramento importantissimo che lava la nostra anima da ogni macchia e la fa tornare candida come lo era all’inizio: stiamo parlando della Riconciliazione, meglio e più comunemente conosciuta come Sacramento della Confessione. Avvicinarsi a questo Sacramento significa riconoscere i propri peccati, avvicinarsi a Dio e sentire la sua presenza in noi, sempre più vicina e sempre più concreta, sentire il suo abbraccio paterno, come quello di di un Padre che ritrova il suo figlio che credeva perduto.

Uno dei più importanti che Gesù stesso ci ha lasciato. Ciò che ci chiediamo è: è sempre stato con le modalità che conosciamo noi oggi, o c’è stata un’evoluzione nel corso del tempo? Dalle sue origini ad oggi, la Chiesa è molto cambiata: si è affiancata ai tempi, alle persone, alle nuove generazioni e il sacramento della riconciliazione, nella Chiesa delle origini, non era di certo, come quello che abbiamo noi oggi. Quado fu istituito, non esisteva una forma chiaramente definita per la sua condotta o per coloro che erano autorizzati a concedere il perdono sacramentale.

Ci si rese conto, però, che tutti i peccati non potevano essere classificati allo stesso modo, perchè ce ne erano alcuni che si contrapponevano e rompevano completamente con la Chiesa (quali, ad esempio, l’adulterio, l’omicidio o l’apostasia). In molti casi, la penitenza veniva ricevuta una sola volta nella vita e, per questo generi di peccato, era spesso pubblica. C’era però un problema: con il perdono concesso una sola volta nella vita, l’anima rimaneva esposta al peccato senza la possibilità di una riconciliazione regolare, il che poteva portare a un accumulo di colpe senza immediata riparazione.

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Confessione e penitenza nei secoli – www.medjugorje.it

Era necessario, quindi, permettere ai fedeli di confessarsi più frequentemente. Durante il periodo medievale, molti furono i “manuali penitenziali” che vennero scritti, con una vera regolamentazione delle pratiche penitenziali. Vi era scritta la durata delle penitenze, le varie espiazioni di colpa…ma non sempre tutte queste regole venivano applicate alla lettera, nemmeno dai confessori stessi. Il Concilio Lateranense del 1215 stabilì “la regola che ogni cristiano doveva confessarsi a un sacerdote almeno una volta all’anno“.

Rendere obbligatoria una penitenza più frequente consentiva, anche, a coloro che si erano allontanati dalla fede a causa dei loro peccati, di ritornare a Dio e dava loro l’opportunità loro di convertirsi. Una norma che è stata, anche, aggiunta al Codice di Diritto Canonico: “Ogni fedele che abbia raggiunto l’età della discrezione è tenuto all’obbligo di confessare fedelmente i propri peccati gravi almeno una volta all’anno”.

Ad oggi, il sacramento della Confessione è una via di riconciliazione accessibile a tutti e senza limiti di tempo, in base anche alle circostanze di ciascuna persona.