Quattordici tele accompagnano i fedeli nel cammino quaresimale nel cuore della Basilica Vaticana.
Un concorso internazionale, oltre mille candidature e un’unica scelta condivisa. La Basilica di San Pietro rinnova la tradizione della Via Crucis nel segno della continuità e della contemplazione. L’arte diventa preghiera, memoria e cammino verso la Risurrezione.
ARTE E FEDE PER UN’ESPERIENZA NUOVA
Nel pomeriggio del 20 febbraio, nella solennità dell’anno giubilare che prepara al IV Centenario della dedicazione della Basilica di San Pietro (1626–2026), il cardinale Mauro Gambetti ha inaugurato la nuova Via Crucis destinata ad accompagnare la Quaresima dei fedeli.
Le quattordici tele, realizzate dall’artista svizzero Manuel Andreas Dürr, sono state selezionate attraverso un concorso internazionale che ha coinvolto creativi provenienti da ogni continente. Oltre mille le candidature giunte da ottanta Paesi, con una partecipazione femminile vicina al quarantotto per cento. Dopo una prima scrematura, a un gruppo ristretto è stato richiesto di presentare due bozzetti: un dialogo corale intorno al mistero della Croce, come ha sottolineato monsignor Orazio Pepe, segretario della Fabbrica di San Pietro.
Il progetto di Dürr si è imposto per equilibrio compositivo e intensità espressiva. Le tele, collocate lungo la navata centrale e attorno all’Altare della Confessione, seguono l’asse processionale della Basilica. Non sono immagini isolate: invitano al movimento, alla sequenza liturgica, alla partecipazione fisica e spirituale. Durante tutta la Quaresima resteranno esposte, mentre ogni venerdì i fedeli potranno celebrare la Via Crucis in Basilica, entrando in un intreccio di arte e preghiera.
L’inaugurazione è stata accompagnata dal canto dei maestri della Cappella Giulia. Nel suo intervento, il cardinale Gambetti ha ricordato come la Via Crucis non sia soltanto memoria del dolore, ma cammino con Cristo verso la Risurrezione. Ha richiamato la tradizione antica, dalla pellegrina Egeria nel IV secolo fino alla diffusione operata da san Leonardo da Porto Maurizio, evidenziando come questa pratica abbia radici profonde nella storia della Chiesa.

Colore, teologia e contemplazione: il cuore del ciclo pittorico
Nato nel 1989, Dürr ha studiato pittura a Firenze, approfondendo poi filosofia e storia dell’arte tra Friburgo e Berna. La formazione fiorentina emerge nella solidità del disegno e nella chiarezza costruttiva. Le figure si stagliano con nitidezza, sostenute da un impianto geometrico saldo ma mai rigido.
La gamma cromatica – ocra caldi, grigi e azzurri profondi – dialoga con il pavimento musivo e le superfici marmoree della Basilica. Le immagini non si sovrappongono all’architettura, ma vi si inseriscono con coerenza tonale, rispettando la luce naturale che attraversa la navata.
Particolarmente significativa è la XII stazione, “Gesù muore sulla croce”. Qui si concentra la sintesi teologica e formale dell’intero ciclo. L’asse verticale della croce struttura la composizione, mentre diagonali leggere guidano lo sguardo verso il volto di Cristo. Il legno appare grezzo, segnato da venature visibili: una materia povera che radica l’evento salvifico nella concretezza del reale.
Il volto di Cristo è inclinato, raccolto in un silenzio intenso. Il dolore non è gridato; è affidato alla misura, alla luce che modella i corpi, alla compostezza dei gesti. Anche nella VI stazione, dedicata alla Veronica, si percepisce una riflessione profonda sull’immagine: un dipinto che custodisce un altro volto, rimandando alla tradizione occidentale sul Volto di Cristo e alla reliquia tanto cara alla Basilica Vaticana.
L’intero ciclo segue fedelmente le quattordici stazioni della Via Crucis, con una consapevolezza iconografica che unisce spiritualità e memoria storica. Nel cuore monumentale di San Pietro, queste tele non cercano effetti spettacolari. Invitano piuttosto al raccoglimento.
In questo IV Centenario della dedicazione della Basilica, la nuova Via Crucis si offre come segno di continuità: l’arte contemporanea entra nella grande tradizione della Chiesa e si mette al servizio della preghiera.